Avrei bisogno di qualche informazione riguardo all'esperienza di Guglielmini sulla rotazione della Terra più ampia di ciò che si trova sui normali manuali scolastici e con qualche dato quantitativo sui risultati, che sia più dettagliato.
In quanto tale è abbastanza complicato riuscire a riassumerla in poche righe. Per approfondimenti e dettagli, suggerisco di cercare un articolo di diversi anni fa comparso sul "Giornale di Astronomia", una rivista di non grande diffusione, ma che sicuramente si può trovare presso le biblioteche degli osservatori astronomici:
Un dimenticato experimentum crucis: la prova fisica della rotazione terrestre ottenuta nel 1791 da G.B. Guglielmini osservando la deviazione a S-E della verticale dei gravi in caduta libera di A. Braccesi, in “Giornale di Astronomia”, N.4, vol.9, 1983, pag.319.
L'esperimento serve a dimostrare la rotazione terrestre con un apparato posto sulla superficie della Terra. Esso precedette di oltre mezzo secolo quello, più noto, del pendolo di Foucault.
I risultati dell'esperimento furono pubblicati da Guglielmini nel libro De diuturno terræ motu experimentis physico-mathematicis confirmato opusculum, Bologna, 1792. Furono lanciate 16 palline da un'altezza di 78,3 m tra giugno e settembre del 1791. Guglielmini fece esperimenti sia all'esterno della torre che all'interno, da un'altezza di 29 m, al fine di evitare disturbi atmosferici. I risultati erano in buono accordo con le previsioni teoriche basate sull'ipotesi che la curva descritta dal grave in caduta fosse ellittica o approssimativamente parabolica, con il piano della curva che passava a nord della verticale per il centro di attrazione.
Nonostante il buon accordo tra previsioni e misure, sia le osservazioni che i calcoli erano imprecisi in quanto Guglielmini determinò la direzione del filo a piombo solo sei mesi dopo le misure. È forse questa la ragione per cui le misure di Guglielmini non furono considerate decisive per la dimostrazione del movimento di rotazione della Terra. Bisognerà attendere Foucault per avere una dimostrazione condivisa, di immediata comprensione (e spettacolare) del movimento di rotazione terrestre.