Il regno dei più o... dei meno

Siamo abituati a riferirci al novero dei morti parlando del "regno dei più". Un amico mi ha detto che presto dovremo dire "regno dei meno" perché stiamo per raggiungere il momento in cui le persone vive al mondo saranno di più di quelle morte in tutte le epoche precedenti. A me sembra inverosimile. È possibile che esista un momento in cui ci sono più vivi di quanti siano i morti?
Daniele Gouthier
11 ottobre 2003
Il numero dei decessi dal (presumibile) inizio della vita umana sulla Terra a oggi è pari al numero totale dei nati meno gli attuali viventi (cioè circa 6,3 miliardi). Naturalmente non conosciamo il numero dei nati se non per ipotesi e stime. Si può tuttavia calcolare con relativa precisione che tra il 1750 e il 2000 si siano avute, nel mondo, circa 17 miliardi di nascite, e poiché i viventi nel 2000 erano circa 6 miliardi, ne consegue che i decessi del periodo siano stati 11 miliardi.

Stime più arrischiate suggeriscono che dall'anno zero della nostra era al 1750 le nascite siano state circa 23 miliardi: quei nati sono sicuramente tutti morti. Solo limitandoci agli ultimi duemila anni le persone passate a miglior vita — 34 miliardi — sono 5 o 6 volte gli attuali viventi.

Con questi dati appare chiaro che è piuttosto improbabile che il mondo dei vivi possa superare numericamente quello dei morti. Si può comunque seguire in linea teorica il seguente ragionamento. Se M è lo stock dei morti e V è lo stock dei vivi, il primo cresce ogni anno di un numero D pari al numero dei decessi annuali, mentre il secondo si accresce, ogni anno, di un numero A pari a N - D (nascite meno decessi). Se in ogni anno i nati (N) fossero più del doppio delle morti (D), e per conseguenza, A > D, allora esisterà un tempo t nel quale M < V. Dunque questa è una condizione possibile anche se improbabile.

Una situazione simile è avvenuta, per brevi periodi storici, durante la "transizione demografica" dei paesi occidentali, quando la mortalità ha cominciato ad abbassarsi velocemente (XIX secolo, prima parte del XX secolo) mentre la natalità restava alta per la tardiva diffusione del controllo delle nascite, o nei paesi in via di sviluppo, dal 1950 a oggi. In realtà anche nei Paesi in via di sviluppo la natalità attualmente si sta abbassando ed è prevedibile che nel giro di qualche decennio le morti saranno meno della metà delle nascite (D < 2N) e che il divario tra M e V ricominci a crescere, come è stato per decine di migliaia di anni.

Massimo Livi Bacci Dipartimento di Statistica, Università di Firenze

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