Antidarwinisti e creazionisti

Vorrei chiedere qualcosa sugli antidarwinisti e sui creazionisti. Quanti sono in Italia e nel mondo gli scienziati che ancora negano che l'uomo derivi dalla scimmia? E poi, gli antidarwinisti sono tutti creazionisti religiosi? Tutti i creazionisti credono che l'uomo esiste da appena seimila anni?

Claudio Rodella
8 ottobre 2003
Innanzi tutto occorre distinguere tra antidarwinisti e creazionisti. I creazionisti sono coloro che ritengono che il mondo e le specie viventi siano stati creati da entità soprannaturali e non abbiano subito sostanziali modifiche in seguito; in particolare, i creazionisti di tradizione giudaico-cristiana attribuiscono valore letterale al racconto biblico della Genesi, secondo cui il mondo e le specie viventi sarebbero stati creati da Dio così come sono, in sei giorni, circa seimila anni fa. Gli antidarwinisti sono invece tutti coloro che, per motivi vari, criticano la teoria dellíevoluzione così come è stata formulata da Charles Darwin. Quindi i creazionisti sono sicuramente antidarwinisti, ma non tutti gli antidarwinisti sono creazionisti.

Il movimento creazionista, piuttosto che estinguersi in modo naturale, di fronte all'avanzata delle evidenze scientifiche a favore di una visione evoluzionistica, sta conoscendo una stagione di inaspettata riscossa: particolarmente diffuso negli Stati Uniti, da qualche tempo sta dando segnali di ripresa anche in Europa e in Italia.

Questo costringe scienziati ed educatori a resistenze ardue, e in qualche caso anche a battaglie legali. Una prima data simbolica di questa sfida è quella del 1925, quando J.T. Scopes, un insegnante del Tennessee, fu processato per aver incluso nel suo corso accenni alla teoria dell'evoluzione di Darwin, violando una legge locale. Per molti decenni, in diversi stati USA continuò a valere tale divieto; o almeno, l'obbligo di accompagnare lezioni e testi dedicati all'evoluzionismo con note che ricordassero come questo fosse "solo una teoria", e non una descrizione di fatti reali. In seguito, quando la pretesa di proibire l'insegnamento dell'evoluzione si era fatta insostenibile, la crociata creazionista ha ripiegato sulle rivendicazioni della libertà di opinione e delle pari opportunità, richiedendo che nei libri e nei programmi scolastici venisse dato uguale spazio alle due versioni. Anche questa tattica è uscita perdente da una lunga guerra legale, nel 1987, quando la Corte Suprema Federale sancì che non esisteva ragione di concedere pari dignità scientifica alle due visioni, una fondata sulla ricerca di prove concrete, e l'altra su un semplice dogma, del tutto privo di testimonianze a sostegno.

A seguito di questa sconfitta, i creazionisti hanno tentato di dare vesti scientifiche alla loro credenza, sostituendo il vecchio dogma creazionista con la cosiddetta scienza della creazione, che porterebbe testimonianze oggettive a sostegno della verità biblica. Università e centri di ricerca privati fondati allo scopo, e intellettuali inclini al presenzialismo televisivo, si sforzano di convincere il pubblico che il creazionismo sia una scienza. A tal fine, argomentano facendo ampio uso di deduzioni indebite, salti logici ingiustificati, mal dissimulato principio di autorità e ragionamenti circolari; cadono spesso nell'attacco personale contro l'avversario (chi contesta gli insegnamenti religiosi sarebbe un sostenitore del disordine sociale e dell'immoralità), o nell'equivoco tra fatti e loro interpretazioni etiche (se discendiamo dagli animali, qualcuno potrebbe usare questo argomento per giustificare violenza e crudeltà, quindi è meglio credere che non sia vero).

Esistono creazionisti volenterosi e in buona fede che si impegnano a fondo per trovare elementi scientifici a proprio vantaggio: ma questa ricerca, il più delle volte, si limita al tentativo di smontare singoli dettagli dell'evoluzione, o a manipolarli perché si adattino al quadro creazionista, piuttosto che a fornire prove in positivo delle proprie affermazioni. Per quale motivo, se anche si riuscisse a provare che l'evoluzione darwiniana è completamente sbagliata, questo dovrebbe bastare a dimostrare che ha ragione la narrazione biblica? Nessun ragionamento logico, ma solo l'ennesima convinzione dogmatica, implica che esistano queste due sole possibilità. L'ultimo appiglio, quando tutto il resto fallisce, è quello di invocare nuovamente la parità di diritti, appellandosi non più all'idea che "anche il creazionismo sia una teoria scientifica", ma a quella, contrapposta, che anche le visioni scientifiche siano dogmatiche e che "anche l'evoluzionismo sia una religione".

Il creazionismo, secondo i suoi critici, non è soltanto un attacco alla biologia evoluzionistica, ma un attacco a tutte le scienze, e al metodo scientifico nel suo complesso. Se i creazionisti avessero ragione, sarebbero errate gran parte delle acquisizioni della cosmologia, dell'astrofisica, della biochimica, della geologia, e di tutte le scienze naturali, discipline che invece hanno dato prova, in misura enorme, di convergere a conclusioni credibili e compatibili tra loro. Si può ricordare inoltre come l'offensiva creazionista rientri in una più generale tendenza alla mobilitazione pubblica di tutti gli ambienti estremisti religiosi, fortemente conservatori, che da qualche decennio ha un impatto non trascurabile sulla politica degli Stati Uniti.

Questa battaglia ha offerto molte opportunità ai difensori del pensiero scientifico, per definire pubblicamente e in modo efficace cosa sia una scienza. In occasione del dibattito alla Corte Suprema, numerosi scienziati di fama internazionale, tra i quali il paleontologo Stephen J. Gould e il premio Nobel per la fisica Murray Gell-Mann, sostennero la causa anti-creazionista sottoscrivendo un appello, divenuto celebre come manifesto generale della razionalità e della scienza in una società democratica.

Fortunatamente in Italia le correnti di pensiero antidarwiniste sono finora piuttosto limitate. La Chiesa cattolica, che ha sicuramente un peso considerevole nella cultura italiana, ha da tempo assunto una posizione aperta nei confronti dell'evoluzionismo, anche se la seguente citazione ripresa dall'enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II suona un po' ambigua:

Successivamente, il Papa Pio XII fece sentire la sua voce quando, nella Lettera enciclica Humani generis, mise in guardia contro interpretazioni erronee, collegate con le tesi dell'evoluzionismo, dell'esistenzialismo e dello storicismo. Egli precisava che queste tesi erano state elaborate e venivano proposte non da teologi, avendo la loro origine "fuori dall'ovile di Cristo"; (68) aggiungeva, comunque, che tali deviazioni non erano semplicemente da rigettare, ma da esaminare criticamente: "Ora queste tendenze, che più o meno deviano dalla retta strada, non possono essere ignorate o trascurate dai filosofi o dai teologi cattolici, che hanno il grave compito di difendere la verità divina ed umana e di farla penetrare nelle menti degli uomini. Anzi, essi devono conoscere bene queste opinioni, sia perché le malattie non si possono curare se prima non sono ben conosciute, sia perché qualche volta nelle stesse false affermazioni si nasconde un po' di verità, sia, infine, perché gli stessi errori spingono la mente nostra a investigare e a scrutare con più diligenza alcune verità sia filosofiche sia teologiche".

Come dire: occorre conoscere l'evoluzionismo per poter meglio difendere la verità divina.

Al di là di questo, tuttavia, le correnti cattoliche dichiaratamente antidarwiniste sono sicuramente minoritarie. Nel nostro paese, le obiezioni di matrice religiosa alla visione evoluzionistica provengono in gran parte da ambienti protestanti, da quello dei Testimoni di Geova, o da movimenti religiosi minoritari di origini molto recenti. Altre obiezioni di matrice filosofica giungono dagli ambienti esoterici (tradizionalmente contrari allíevoluzione biologica, perché sostenitori di una visione alternativa di ìevoluzione spiritualeî) e da quelli del cosiddetto pensiero controrivoluzionario, che include líevoluzionismo (insieme al liberalismo laico, al marxismo e alla psicanalisi) tra le numerose ideologie mirate a despiritualizzare il mondo e a sovvertirne i valori: per entrambi, si tratta di punti di vista in polemica generale contro il materialismo, ma non volti a sostenere il creazionismo biblico. In ogni caso, raramente i sostenitori di queste opinioni aspirano a presentarle come scientifiche: piuttosto, affermano di non riconoscere priorità al metodo scientifico, e di non essere interessati a rientrarvi.

In campo accademico il darwinismo è largamente accettato. Le uniche eccezioni di rilievo sono rappresentate dal professore Giuseppe Sermonti e del professore Antonino Zichichi.

Nato a Roma nel 1925, laureato in agraria e biologia, Sermonti ha insegnato all'Università di Palermo e di Perugia. Ha compiuto ricerche nel campo della genetica e ha ricoperto importanti ruoli in diverse istituzioni scientifiche. È autore di numerosi testi scientifici e saggi di riflessione critica sulla scienza moderna. È inoltre autore di opere dedicate all'analisi naturalistica delle fiabe e di alcune commedie da tavolo (recitate cioè da interpreti seduti attorno a un tavolo). La critica di Sermonti al darwinismo inizia nel 1970 e arriva alle sue estreme conseguenze affermando che:

L'idea di uno sviluppo evolutivo graduale della nostra specie da creature come l'australopiteco, attraverso il pitecantropo, il sinantropo e il neanderthaliano, deve essere considerata come totalmente priva di fondamento e va respinta con decisione. L'uomo non è l'anello più recente di una lunga catena evolutiva, ma, al contrario, rappresenta un taxon che esiste sostanzialmente immutato almeno fin dagli albori dell'era Quaternaria [...] Sul piano morfologico e anatomo-comparativo, il più "primitivo" — o meno evoluto — fra tutti gli ominidi risulta essere proprio l'Uomo di tipo moderno! [...] Sono senz'altro meno lontani dalla verità coloro che [...] sostengono l'ipotesi opposta, e cioè che Australopiteci, Arcantropi e Paleoantropi siano tutte forme derivate dall'Uomo di tipo moderno!

Nel suo recente libroDimenticare Darwin (1999), Sermonti non risparmia critiche alle moderne interpretazioni molecolari del darwinismo affermando che:

La rivoluzione molecolare è consistita proprio nella messa in disparte delle osservazioni naturalistiche, nell'esplicito disinteresse per le forme.

Al contrario l'autore rivendica l'importanza di dedicarsi allo studio della "forma" a vari livelli e dell'organismo nel suo complesso.

Anche sul piano epistemologico, Sermonti manifesta un chiaro atteggiamento antiscientifico, come è chiaramente espresso dai seguenti brani:

Ricordo una sera, mi aggiravo tra i banchi dell'aula vuota e chiedevo a me stesso: "Perché insegno Genetica? Perché insegno la Scienza? Insegno qualcosa a cui non credo, anzi insegno il contrario di ciò a cui credo". La scienza non ci aiuta a conoscere la realtà, anzi si adopera ad insegnarci che la realtà non conta, valgono solo alcuni principi astratti che l'uomo della strada non può comprendere, non può vivere. La scienza non si rende neppure utile. Essa riversa i suoi prodotti sulla società, crea necessità artificiali che coincidono con ciò che essa sa produrre.

[...] tutto l'impegno contenuto nella fondazione della Tecnica e della Scienza contemporanea è consistito nel privare le opere umane di ogni significato, cioè di deritualizzarle. Il significato è un'esigenza che limita l'efficienza, obbligando l'operatore a una quantità di adempimenti formali che lo distraggono da perseguire direttamente e alla spiccia il punto di arrivo. I grandi progressi realizzati dalla tecnica sono stati semplicemente il risultato dell'abolizione dalle operazioni umane di ogni sacralità: ciò ha reso, come per incanto, le pratiche umane meravigliosamente efficienti, ha consentito di porre ogni cosa in commercio, di sviluppare da ogni operazione un'industria. A un solo prezzo, appunto: che tutto rinunciasse al suo significato. Ma la natura resiste alla sconsacrazione.

Riguardo al metodo sperimentale, pilastro della scienza moderna, egli afferma:

Il metodo sperimentale equipara l'attività tecnica a quella conoscitiva, inaugurando così un equivoco esiziale per la scienza.

Le citazioni eterodosse di Sermonti potrebbero continuare, ma appare oramai chiaro che le sue idee ben poco hanno a che fare con il rigore e l'obiettività che sono richieste alle teorie scientifiche. Le sue appaiono speculazioni di un individuo che, insoddisfatto degli inevitabili limiti che la scienza impone, cerca di superarli dando libero sfogo alle proprie opinioni personali e alla propria individuale visione del mondo.

Antonino Zichichi, nato a Trapani nel 1929, è professore ordinario di fisica superiore all'università di Bologna. Ha ricoperto importanti ruoli in istituzioni scientifiche e ha fondato il centro di cultura scientifica Ettore Majorana a Erice, che dirige, dal 1963. Ha pubblicato diversi libri di divulgazione e non perde occasione per dichiarare e difendere la sua incrollabile fede cattolica. Nel suo libro Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo (1999), egli scrive:

La cultura dominante ha posto il tema dellíevoluzione biologica della specie umana sul piedistallo di una grande verità scientifica in contrasto totale con la Fede.[...] Arrivati all'Homo sapiens neaderthalensis (centomila anni fa circa) con un cervello di volume superiore al nostro, la Teoria dell'Evoluzione Biologica della specie umana ci dice che, quarantamila anni fa circa, líHomo sapiens neaderthalensis si estingue in modo inspiegabile. E compare infine, in modo altrettanto inspiegabile, ventimila anni fa circa, l'Homo sapiens sapiens. Cioè noi. Una teoria con anelli mancanti, sviluppi miracolosi, inspiegabili estinzioni, improvvise scomparse non è Scienza galileana.[...] Come può uníapplicazione, ancora tanto imperfetta e lacunosa, dellíelettromagnetismo —qual è la teoria dell'evoluzione umana — pretendere di negare l'esistenza di Dio? Eppure l'uomo della strada è convinto che Charles R. Darwin abbia dimostrato la nostra diretta discendenza dalle scimmie: per la cultura dominante non credere alla teoria evoluzionistica della specie umana è atto di grave oscurantismo, paragonabile a ostinarsi nel credere che sia il Sole a girare intorno, con la Terra ferma al centro del mondo. È vero l'esatto contrario. Gli oscurantisti sono coloro che pretendono di fare assurgere al rango di verità scientifica una teoria priva di una pur elementare struttura matematica e senza alcuna prova sperimentale di stampo galileano. [...] Sappiamo con certezza che l'evoluzione biologica della specie umana è ferma da almeno diecimila anni (dall'alba della civiltà) [...] momento dal quale siamo in grado di studiare con certezza le proprietà di questa forma di materia vivente detta uomo. Durante diecimila anni questa forma di materia vivente è rimasta esattamente identica a se stessa. Evoluzione biologica: zero.

Con tutto ciò Zichichi dimostra di avere un concetto di "scienza galileiana"molto personale e di ignorare buona parte delle prove che conferiscono valore alla teoria evoluzionistica.

Uscendo dal mondo accademico, si scopre che in Italia esiste un Centro Studi Creazionismo. Si tratta di un'associazione di chiara matrice cristiana evangelica, che tra i suoi scopi dichiarati si propone di:

  1. Far conoscere in generale cosa insegna la Bibbia riguardo alla creazione del mondo.
  2. Divulgare gli studi che sono stati fatti e si fanno in Italia e allíestero sul tema del creazionismo, cioè in alternativa allíevoluzionismo e comunque alle idee che negano líidea di un Dio creatore.
  3. Dialogare con tutti i mezzi a disposizione, con i creazionisti, gli evoluzionisti e in generale con tutti coloro che sono desiderosi di conoscere il messaggio biblico riguardante le tematiche dellíesistenza umana.
  4. Formare nellíopinione pubblica interessata, la coscienza che líevoluzionismo è solo uníipotesi e che è necessario conoscere il messaggio biblico della creazione, più che mai attuale.
  5. Sponsorizzare studi, conferenze e congressi sul creazionismo.
  6. Introdurre nelle scuole pubbliche e private il messaggio biblico creazionista e gli studi scientifici effettuati in questa direzione.
  7. Creare una biblioteca dove raccogliere tutti i libri e le riviste italiane ed estere necessarie per divulgare il messaggio creazionista.

Il centro pubblica una rivista, "Eco creazionista", che riporta articoli e recensioni di stampo teologico e antievoluzionista. Contrariamente ai creazionisti di altri paesi, quelli italiani appaiono per fortuna meno agguerriti e, almeno programmaticamente, più disponibili al dialogo. Nella pagina web che illustra la natura del Centro Studi Creazionismo si legge infatti:

Il Centro Studi Creazionismo (CSC) è un movimento di opinione che, nel rispetto della cultura moderna e della scienza, si prefigge di dialogare con tutti sul rapporto fra scienza e fede, fra messaggio biblico e sapere umano. In particolare, senza un atteggiamento di chiusura, si vuole far presente che le teorie evoluzioniste non possono essere considerate un fatto scientifico indiscusso e senza alternativa. Nella scuola e società italiana, per esempio, non dovrebbe essere ignorata la critica all'evoluzionismo e neppure il senso della proposta creazionista. Noi siamo convinti che il racconto biblico sulla creazione e le leggi della natura non siano in contrasto ma, al contrario, risultino convergenti. In sostanza si vuole dare, anche in Italia, una informazione più equilibrata, affinché i giovani e le persone più attente possano fare la loro scelta fra la visione del mondo evoluzionista e quella basata sulla Bibbia. Per la parola di Dio, la materia e la vita non sono frutto del caso, ma del disegno e dell'opera di un Programmatore Eccelso.

Nota: buona parte del contenuto di questa risposta è tratta dalla voce Creazionismo, di Lisa Maccari, dell' Enciclopediaon-line del CICAP e dall'articolo Antidarwinismin Italy, di Silvano Fuso in: AA.VV. Darwin Day Collection One. The Single Best Idea, Ever, Tangled Bank Press, Albuquerque 2002.

Per ulteriori approfondimenti vedere:

P. Greco, Creazionisti contro Darwin, Scienza & Paranormale n. 32, luglio/agosto 2000;

Stephen J. Gould, Quando i cavalli avevano le dita, Feltrinelli, 1991, cap. 19, 20, 21;

Edward J. Larson, Summer for the Gods - the Scopes Trial and America's Continuing Debate over Science and Religion, Harvard University Press, 1997;

Michael Shermer, Why People Believe Weird Things, Freeman & Co., 1997;

Robert T. Pennock, Tower of Babel - the Evidence agaist New Creationism, MIT Press, 1999;

Infine, Il più vasto e documentato sito critico sul creazionismo è: http:// www.talkorigins.org.

Silvano Fuso Istituto Tecnico Commerciale e Industriale "Primo Levi"

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