Si trattava certamente di un film, ma a quanto pare nello spettacolo di fine anno tenutosi a Parigi nel 2002, è stato messo in pratica lo stesso effetto per scrivere nel cielo — sullo sfondo della torre Eiffel — "Buon 2002!"
In quel momento ho capito che era una tecnica in uso e probabilmente era già stata teorizzata fisicamente. Sono dunque partito con le mie ricerche su internet ma purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna informazione a riguardo, né tanto meno sulla tecnologia e i principi fisici che ne stanno alla base. Sapete darmi qualche chiarimento e indicarmi dei link in rete che trattano di questi argomenti?
L'olografia è la registrazione dell'intera informazione ottica, compresa la terza dimensione (olos in greco vuol dire "intero"). La parola olografia è stata introdotta da Dennis Gabor, l'inventore di questa tecnica, a somiglianza delle parole fotografia, cinematografia ecc. per sottolineare questo importante aspetto. Per questa invenzione Gabor ebbe anche il premio Nobel nel 1970.
La registrazione avviene per mezzo di un fenomeno di interferenza: la luce diffusa dall'oggetto che si vuol registrare si sovrappone a un fascio di luce che proviene direttamente dalla sorgente (un laser, per le sue caratteristiche di coerenza); insieme, la luce diretta e quella diffusa impressionano una lastra fotografica a grana finissima che registra l'interferenza tra i due fasci di luce. In pratica l'interferenza produce sulla lastra un reticolo molto fitto di righe luminose che codificano le direzioni di provenienza reciproche dei fasci di luce. La lastra si sviluppa con opportuni processi fotografici, e si ottiene così l'ologramma. Per vedere la ricostruzione dell'immagine tridimensionale si utilizza un fenomeno di diffrazione. Si illumina l'ologramma con un fascio di luce simile a quello che proveniva direttamente dalla sorgente, e questo si frange sul reticolo registrato producendo automaticamente la decodifica: vengono generati dei raggi che replicano le direzioni di provenienza originali della luce diffusa dall'oggetto. L'osservatore, vedendo questi stessi raggi, riceve la stessa informazione ottica che prima riceveva dall'oggetto vero, per cui può credere di trovarsi di fronte a un oggetto materiale.
L'olografia è interessante anche perché permette di riflettere sul meccanismo della visione e sulla materialità o meno di ciò che si vede. Dall'olografia si capisce che ciò che si vede è la luce, non la materia, o per lo meno che la luce e la materia sono cose ben diverse. La materia (si pensi a un oggetto, per esempio una matita) esiste anche al buio. La luce che la matita diffonde quando è illuminata è un'altra cosa, e può anch'essa esistere indipendentemente. Quando noi vediamo questa luce crediamo che provenga da un oggetto materiale — la matita appunto — ma ciò non è una condizione necessaria: può provenire anche da una struttura (l'ologramma) che organizza i raggi di luce come se provenissero da un oggetto vero.
Quanto alla scritta nel cielo di Parigi, può darsi che sia stata fatta con un laser, proiettando il fascio sulle nuvole o comunque sulla parte diffusiva dell'atmosfera, come vien fatto sul soffitto e sulle pareti di certe discoteche.
Tornando invece all'olografia, mi auguro che il Suo interesse possa continuare, e trovare soddisfazione nella conoscenza di questa meravigliosa tecnica.