Einstein e la bomba atomica

Albert Einstein collaborò alla realizzazione della bomba atomica?
Anonimo  
4 ottobre 2003

Albert Einstein fu da sempre un pacifista convinto, come dimostrano queste vicende. Nel 1931 la Società delle Nazioni organizzò un dibattito epistolare tra gli esponenti più prestigiosi della cultura dell'epoca. La prima persona avvicinata fu Einstein che, a sua volta, fece il nome di Sigmund Freud. Freud ed Einstein si erano incontrati solo una volta, nel 1927 a Berlino, nella casa del figlio minore di Freud. In una lettera a Ferenczi, così Freud aveva spiritosamente commentato l'incontro:

"Sì, con Einstein ho chiacchierato per due ore (...) è allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica. La nostra conversazione è stata perciò assai piacevole".

Il carteggio1tra Einstein e Freud (le due lettere che si scambiarono nell'estate del 1932) fu pubblicato nel 1933 dalla Società delle Nazioni con il titolo Perché la guerra?

Furono proprio le sue posizioni democratiche e pacifiste che contribuirono a isolarlo anche dalla comunità scientifica e a fargli decidere il trasferimento in America proprio nel 1933. Nonostante il suo impegno pacifista, fu convinto da Leo Szilard ed Eugene Wigner, due fisici ungheresi (il primo era un suo vecchio amico) da poco arrivati in America per sfuggire al nazismo, della necessità che gli Stati Uniti avviassero gli studi sulle potenzialità belliche dell'energia nucleare per evitare che i nazisti riuscissero a sfruttarla per primi. Scrisse allora (1939) la famosa lettera al presidente Franklin D. Roosevelt per chiedergli di avviare gli studi nel settore. La figura di Einstein era circondata da grande stima e quindi la sua lettera ottenne il risultato previsto. Però, anche se la possibilità di realizzare la bomba era una diretta conseguenza della teoria della relatività (della famosa formula E = mc2), Einstein non partecipò in alcun modo al Progetto Manhattan che portò alla sua realizzazione.

Val la pena di ricordare che Szilard, che era stato il primo a teorizzare la possibilità della reazione a catena, pur avendo partecipato al progetto Manhattan, si oppose all'utilizzo della bomba su obiettivi civili. Rimase però inascoltato e quindi abbandonò il progetto prima che la bomba fosse usata in Giappone. Dopo la Seconda guerra mondiale Einstein, assieme a Bertrand Russell, firmò il famoso manifesto per l'abolizione delle armi nucleari (11 aprile 1955); fu questo uno dei suoi ultimi interventi pubblici.

Note:

  1. Le lettere tra Einstein e Freud sono state pubblicate nell'undicesimo volume delle Opere di Freud (Boringhieri 1979).


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