Lo spettro di emissione del Sole e l'occhio umano

Perché l'occhio umano sembra percepire i colori dell'iride se lo spettro di emissione del Sole non presenta discontinuità di sorta? È una visione "reale", è una questione psicologica o siamo di fronte a una pura convenzione?

Renzo Nicolini
27 settembre 2003
La percezione dell'iride e dell'arcobaleno da parte dell'occhio e del cervello umano è un fatto reale. Si può vedere l'arcobaleno anche in una fotografia, anche se lo spettro di emissione della luce solare è piatto. La percezione dei colori da parte dell'occhio è dovuta a due fattori: primo, lo spettro di assorbimento dei pigmenti fotosensibili presenti nei fotorecettori (con picco di assorbimento nel blu, verde e rosso); secondo, dalla elaborazione dei segnali prodotti dai fotorecettori stessi. I coni, i fotorecettori specifici per la visione cromatica, possono avere il pigmento fotosensibile, rodopsina, con tre spettri di assorbimento specifici per i tre colori fondamentali. Di conseguenza nella retina ci sono coni che rispondono preferibilmente al blu, verde e rosso. I segnali prodotti dai coni vengono poi elaborati e mischiati nelle fasi successive dell'elaborazioni cromatiche nella retina e nelle altre stazioni visive presenti nel cervello. Tutto questo permette di vedere bene tutti i colori che ci sono nell'iride.
Vincent Torre Settore di Biofisica, SISSA, Trieste

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011