Biogenerazione dell'idrogeno

Da una recensione del Forum Italiano dell'Idrogeno ho trovato un articolo relativo alle ricerche del professore giapponese Fumiaki Taguchi e del suo gruppo di ricerca dell'Università di Kitasato (Tokio), sulla produzione dell'idrogeno a partire da residui biologici, utilizzando il sistema digestivo dei panda. Vorrei avere un'opinione in merito e sapere se esistono studi analoghi in Italia o in altre parti del mondo e quali prospettive apre.

Flavio Giussani
24 settembre 2003

Da alcuni anni a questa parte, esplorando i vasti spazi della rete, mi sono fatto l'opinione che la scienza si presenti a noi con due diversi volti: nella maggior parte dei casi ci appare come scienza "ufficiale" che si esprime attraverso serie riviste scientifiche e, in misura minore, si manifesta come scienza "alternativa"che si diffonde utilizzando altri canali, come internet. Una settimana fa, per esempio, mi è capitata sotto gli occhi una curiosa pubblicazione che spiegava come generare energia da campi magnetici nel vuoto senza parti in movimento. Non è facile esprimere un giudizio su queste informazioni scientifiche, semplicemente perché, a differenza di quanto fanno autorevoli riviste scientifiche, i dati sperimentali divulgati non sembrano essere stati sottoposti al vaglio di esperti revisori. Noi, curiosi lettori di scienza, non abbiamo la possibilità di verificare personalmente questi dati attraverso la riproduzione dell'esperimento e siamo perciò costretti a recepirli "con beneficio di inventario".

Veniamo al caso specifico della biogenerazione di idrogeno. L'articolo a cui si fa riferimento nella recensione, riguardo alla produzione di idrogeno, non mi pare chiaro. Inizialmente si afferma che alcuni selezionati microrganismi hanno realizzato una bioconversione molto efficiente di materiale organico in anidride carbonica e acqua; non si menziona la formazione di idrogeno. In seguito si parla di idrogeno, ma qui non si ricorda il tempo richiesto per generare 100 litri di idrogeno. Il fattore tempo è cruciale per una applicazione pratica della bioconversione in campo energetico. Infine, viene affermato, e in questo concordo, che 100 litri di idrogeno non costituiscono un'apprezzabile scorta energetica (si tratta di 304,7 Kcal, pari a 0,35 Kw/h in termini di calore).

Non dispongo di notizie aggiuntive sui microrganismi generatori di idrogeno; auspico che i ricercatori indirizzino i loro sforzi principalmente sulla conoscenza dei percorsi metabolici e degli enzimi che sostengono la fermentazione di composti organici in idrogeno gassoso.

Gianfranco Liut Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Chimica delle Macromolecole, Università di Trieste

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