C'è un motivo molto semplice: la scienza è nata nell'ambito della civiltà greca, grazie a personalità come Euclide, Archimede, Aristarco, Apollonio, Erofilo, Ipparco e altri, vissuti soprattutto nel periodo compreso tra il IV e il II secolo a. C. Il greco è rimasto nel corso dell'antichità la sola lingua scientifica. Nel medio evo le si sono affiancati, in ambiti geografici diversi, il latino e l'arabo e solo all'inizio dell'età moderna, con la supremazia acquisita dall'Europa occidentale, il latino ha svolto per qualche secolo quel ruolo di unica lingua scientifica internazionale al quale la domanda del lettore sembra alludere. I termini scientifici latini sono in ogni caso traduzioni letterali dal greco effettuate in epoca medievale. Molti termini greci, come matematica, fisica, ottica, meccanica, trapezio, ipotenusa, parabola, baricentro, analisi, sintesi, logica, ecc. (si potrebbe naturalmente continuare a lungo) sono passati quasi inalterati dagli antichi trattati alle lingue moderne.
Gli scienziati si erano talmente abituati a usare il lessico greco che quando, in età moderna, hanno formulato nozioni scientifiche o tecnologiche nuove le hanno denominate quasi sempre con neologismi costruiti con radici greche: per esempio termodinamica, fotosintesi, telescopio, anemometro. Naturalmente si tratta in questo caso di un'origine greca "artificiale", di natura molto diversa da quella della categoria precedente.
Lucio Russo
Dipartimento di Matematica, Università di Roma II