Le fusa dei gatti

I gatti fanno le fusa, come producono quel caratteristico fruscio?
Alessandra Delli Veneri
19 settembre 2003
Incredibile ma vero, ancora oggi la ricerca scientifica non è riuscita a chiarire fino in fondo quali sono i meccanismi fisiologici che permettono ai gatti di fare le fusa; non si sa cioè cosa produce il suono finale. Non si sa molto sui meccanismi fisiologici ma si sa tutto sulla meccanica delle fusa: esse sono un'emissione sonora con frequenza compresa tra i 150 e i 200 hertz. Durante l'intero ciclo respiratorio il suono viene emesso con regolarità ogni 30-40 millisecondi; c'è una breve pausa tra la fase inspiratoria e quella espiratoria.

I ricercatori hanno anche eseguito degli elettromiogrammi su vari muscoli per capire quali potessero essere direttamente interessati all'emissione del suono. Il risultato è stato che gli elettromiogrammi con l'andamento fasico più simile a quello delle fusa sono quelli della laringe e del diaframma. Le variazioni della pressione della trachea sono più rapide e più ampie in un animale che sta emettendo le fusa rispetto a un animale che non le emette. Queste variazioni più rapide e più ampie corrispondono alle variazioni registrate dall'elettromiogramma e corrispondono anche quelle emissioni sonore.

A questo punto sembrerebbe tutto chiaro. E invece rimane ancora oscuro qual è l'organo che produce il rumore. Mettendo insieme i dati ottenuti dalle ricerche, gli studiosi hanno dedotto che le fusa sono originate da variazioni nella configurazione della glottide (quella che familiarmente si chiama "pomo d'adamo").

La funzione delle fusa è chiara: si tratta di una vocalizzazione (è chiamata così in termini tecnici) che si è evoluta nei gattini per denunciare il loro stato di benessere alla madre. Per la nostra gioia, nei gatti di casa permane questo comportamento infantile, cosa che non succede nei gatti senza padrone che non hanno contatti con gli esseri umani. Non è questo infatti un segnale utilizzato da un gatto adulto per comunicare con un altro individuo adulto della sua stessa specie.

Eugenia Natoli Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria, Ospedale Veterinario, Roma

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