Non so spiegarmi completamente il fenomeno: in verità penso che sia dovuto a una ridotta imbibizione del sottocutaneo, che a sua volta, per il fatto di verificarsi solo alle estremità, deve essere connesso con piccole difficoltà di circolo (minore afflusso di sangue ai capillari, indotto dal contatto con l'acqua, che è sempre più fredda del corpo, anche quando al contatto con la pelle ci fornisce una sensazione di calore; infatti se l'acqua è più calda di 38 °C nessuno ci resta immerso a lungo). Difficilmente si può collegare a una riduzione dell'imbibizione del sottocutaneo dovuta a una aumentata permeabilità dell'epidermide, perché in quel caso l'effetto dovrebbe essere diverso nell'acqua dolce rispetto all'acqua salata.
Franco Panizon
Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo, Università di Trieste
Il motivo potrebbe essere legato al fenomeno della cosiddetta super idratazione. Cioè, le nostre cellule cutanee assorbono piccole quantità d'acqua quando stiamo immersi per qualche tempo, dilatandosi. Ora, la pelle del palmo delle mani e dei piedi (e quindi dei polpastrelli) è più spessa di quella presente in altre parti del corpo, per cui la dilatazione qui è più marcata. Poiché gli strati cutanei sottostanti a questo si dilatano molto meno (o per nulla), quello superficiale si deforma. Da qui, l'aspetto grinzoso dei polpastrelli.
Giampiero Leanza
Dipartimento di Fisiologia e Patologia, BRAIN Centre for Neuroscience, Università di Trieste