Che relazione c'รจ tra il farnesene e i metodi biochimici utilizzati per il controllo del biodeterioramento dei beni culturali?
Premessa alla risposta:
La ricerca è stata effettuata sia a livello bibliografico (nazionale ed internazionale) che sulla base delle conoscenze sull'attività che viene svolta attraverso programmi di ricerca universitaria e pubblica.
Poiché non sono stati individuati documenti pubblicati (lavori, relazioni, annunci) che riportino l'impiego del farnesene nel settore della conservazione dei beni culturali, possiamo ipotizzare che chi ha posto il quesito se ne stia occupando direttamente o indirettamente.
Tuttavia, attraverso la documentazione raccolta, è possibile formulare alcune ipotesi, o proposte, scientificamente corrette sull'uso del farnesene nel settore del bioteterioramento dei beni culturali.
Il farnesene chimicamente è un terpene (sesquiterpene), composto alifatico (cioè non aromatico) derivato dall' isoprene. La sua molecola è:
ed il suo nome chimico è:
2,6,10-Dodecatrien-1-ol, 3,7,11-Trimethyl.
I terpeni entrano spesso nella composizione delle sostanze aromatiche e, in particolare, degli oli essenziali: miscele di sostanze liquide, generalmente volatili e più o meno solubili in acqua, che rappresentano i costituenti principali di molte essenze vegetali.
Il farnesene è un liquido incolore presente nel luppolo, nella mela, nella menta, nella lavanda ed in altre piante. Nel settore agronomico il farnesene è conosciuto come responsabile di un serio danno organolettico (detto riscaldo) alla buccia della mela e della pera durante la loro conservazione in frigo derivato dalla produzione di etilene.
Il farnesene non è prodotto solo dalle piante ma anche da insetti (alcuni afidi) che lo emettono come segnale di difesa da attacchi di predatori o in altri casi lo utilizzano per marcare la presenza di cibo agli altri componenti della colonia. Infine, va segnalato che il farnesene, estratto come olio, presenta spiccate proprietà antibatteriche e antifungine dimostrate in recenti lavori scientifici.
Per quanto riguarda l'impiego del farnesene nel controllo del biodegrado di materiali (legno, tela, intonaco, carta, ecc.) costituenti manufatti di valore artistico, in mancanza di segnalazione di documenti pubblicati al riguardo, possiamo ipotizzare questa ultima proprietà, e cioè l'opportuno trattamento di questi materiali con questo tipo di terpene dalle spiccate proprietà biocide, a difesa dall'attacco batterico e fungino causa frequente di danni irreparabili.