Test missilistici in mare

Vorrei sapere le conseguenze sull'impatto ambientale di test missilistici effettuati in alto mare; e inoltre, vorrei sapere come si effettuano questi test.
Angela Cascrino
23 giugno 2003
I test missilistici sono condotti per provare l'affidabilità, l'efficacia e la precisione dei vettori, sia militari sia civili.
Molti hanno basi di lancio a terra e arrivo in mare; altri, quelli dai sommergibili nucleari (SLBM) partono dai sommergibili.
Il punto di impatto previsto è calcolato in modo da evitare rischi, e infatti non si ha notizia di danni provocati dai test. Il vettore che cade in mare non è armato e comunque non provoca danni all'ambiente. Le esplosioni in volo (a parte i noti drammi tipo Challenger) provocano la ricaduta dei frammenti, che naturalmente sarebbero dannosi se colpissero zone abitate.
Ci sono poi i molti satelliti artificiali, che hanno una vita limitata e abbassandosi ricadono sulla Terra in punti che non possono essere programmati; in genere bruciano al rientro negli strati densi dell'atmosfera.
A volte i frammenti più grossi ricadono sulla superficie marina o terrestre e si può solo tracciarne con una certa approssimazione l'area di impatto.
In alcuni casi c'è stata preoccupazione perché alcuni satelliti impiegavano come fonte di energia materiale fortemente radioattivo. Secondo gli enti responsabili, tale materiale è confinato in contenitori a prova di impatto, e quindi non dovrebbero disperdere elementi nocivi nell'ambiente.
Roberto Fieschi Dipartimento di Fisica, Università di Parma

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011