Le mosche volano sempre intorno al lampadario semplicemente perché il lampadario è al centro della stanza, in genere della cucina.
Quando un organismo, vegetale o animale, si muove il relazione a uno stimolo esterno si parla di tropismo, un termine di origine greca (tròpos), come succede spesso nel linguaggio scientifico. Per essere pignoli, quando si tratta di un organismo dotato di motilità si dovrebbe parlare di tassìa o tattismo. Ma rimaniamo nella generalità dei tropismi.
Quando una farfallina notturna svolazza ammaliata attorno a un lume, fino a lasciarsene bruciare, si parla di fototropismo positivo perché si muove verso l'origine dello stimolo esterno, verso la luce.
Lo stesso per un girasole. La medesima farfallina, durante il giorno, presenta invece un fototropismo negativo, si muove fuggendo lo stimolo e va a nascondersi in un angolino buio. Geotropismo, chemiotropismo, c'è oltre un centinaio di termini che indicano questo elementare tipo di comportamento.
Le mosche hanno apparati sensoriali molto raffinati, in grado di percepire un gran numero di stimoli esterni. In passato si usava la carta moschicida per attenuare il fastidio provocato da questi insetti. Le mosche non potevano non obbedire al chemiotropismo positivo verso le sostanze dolci, quindi verso il miele che impregnava la carta e le invischiava inesorabilmente.
Il grado di luminosità, l'immobilità dell'aria, probabilmente il grado di umidità, creano, nelle nostre case, d'estate, condizioni particolarmente apprezzate dalle mosche, oltre, ovviamente, alla non secondaria possibilità di trovare del cibo.
Di notte il lampadario è acceso, ma le mosche non volano. Di giorno, mentre molte se ne stanno poggiate sui mobili o sulle pareti, ne vediamo alcune volare pigramente in attesa di potersi posare su una qualche sostanza organica per nutrirsi. Per l'ovvia ristrettezza dell'ambiente volano in circolo in mezzo alla stanza. Dove c'è il lampadario. Che è spento.
Ci sono tante specie diverse di mosche, naturalmente.
Un moscone ha un comportamento completamente diverso, per esempio, mentre moltissime altre specie non si sognerebbero mai di entrare in una stanza.
Roberto Argano
Dipartimento di Biologia animale e dell'uomo , Università La Sapienza di Roma