L'effetto della musica sui feti

Quali suoni sono udibili dai feti?
In particolare, può il tipo di musica ascoltata dalla madre avere un qualche effetto sul nascituro?
Maria Teresa Leo
4 maggio 2003
Anche se alla dodicesima settimana presenta già formate le terminazioni nervose e alla ventesima lo sviluppo dell'orecchio interno è già completo, è solo verso il quarto mese che il feto è in grado di percepire dei suoni.
È necessario ricordare che nel liquido amniotico, dove si sviluppa, gli stimoli sonori hanno una maggiore intensità rispetto a quelli che si diffondono nell'aria, e quindi il feto è tutt'altro che isolato dai rumori esterni.
Le sue risposte alla stimolazione acustica consistono normalmente in una accelerazione del battito cardiaco e nei caratteristici movimenti fetali.
Nel suo ambiente è sempre presente il ritmo costante derivato dal battito cardiaco della madre, trasmesso attraverso l'aorta, che si costituisce pertanto come un rumore di fondo durante il suo sviluppo.
Esso funge in qualche modo da regolatore, da primario contatto relazionale.
L'istinto stesso dell'88% delle madri è quello di tenere il neonato sulla parte sinistra, cioè vicino al cuore, in modo tale da comunicare al bimbo una sensazione di benessere; è stato provato con certezza che i neonati vengono calmati dal suono del battito cardiaco.
Per quanto riguarda la musica, il feto riesce a memorizzare un brano musicale, se ripetuto più volte, e a riconoscerlo dopo la nascita. Di solito esso — ma forse è meglio dire "egli" — gradisce più i suoni bassi di quelli acuti, e questo sempre per il fatto che il rumore di riferimento è quello del cuore della madre.
Mauro Caselli UniversitĂ  di Trieste

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