C'è, sulle basi genetiche dell'intelligenza, una lunga e a mio avviso ridicola querelle. Parlare di differenze costituzionali dell'intelligenza sembra tabù, come se si parlasse di una bestemmia.
È vero che l'intelligenza non si sa bene cosa sia, che l'intelligenza è fatta di tante intelligenze, che c'è il genio che non sa vivere, e quello che sa vivere che non è, invece, un genio: ma non è nemmeno pensabile che tutto questo, la qualità, ma anche la quantità dell'intelligenza o delle intelligenze sia già scritta.
Non si capirebbe mai perchè dovrebbe essere scritta nel genoma la statura, il colore della pelle, la forza muscolare, l'ondulazione dei capelli, la bellezza dei denti (e del naso, della bocca, delle caviglie) e non i mattoni che costituiscono l'intelligenza. Che poi il colore della pelle (raggi ultarvioletti), la statura (nutrizione), la forza muscolare (esercizio) e anche l'intelligenza, siano tutti caratteri che possono essere modificati, verso il più o verso il meno, dalle opportunità della vita, è un altro fatto.
Non c'è quasi carattere dell'uomo (o degli animali) che non abbia una componente genetica (in genere dal 50% in su) e una componente acquisita (in genere dal 50% in giù).
Questo è vero anche per quella parte dell'intelligenza che si può effettivamente misurare (anche se è solo una parte) con i discussi ma infrangibili test dell'intelligenza o quozienti intellettivi, o quozienti di sviluppo. Questi ultimi sono molto costanti, nella stessa persona dal primo anno in poi.
Non esiste, naturalmente "il gene dell'intelligenza", ma alcune centinaia di geni che la controllano, questi invece sicuramente esistono.
Così come esistono molti geni che controllano il carattere, o almeno quegli aspetti del temperamento che siamo in grado di misurare (approssimativamente).
Franco Panizon
Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo, Università di Trieste
Distinguiamo fra un ingegno aspecifico e uno specifico (arte, scienza, musica, teatro e via discorrendo).
Per l'ingegno specifico non si hanno informazioni affidabili, a parte la convinzione generale che l'orecchio musicale abbia una buona componente genetica e che l'orecchio cosiddetto "assoluto" abbia una fortissima componente genetica.
Per l'ingegno aspecifico, che nessuno sa bene quantizzare, possiamo dire che nel caso di persone assolutamente incapaci e in quello di persone eccezionalmente dotate non può non esserci una forte componente genetica. Per la stragrande maggioranza delle persone, nelle quali l'ingegno si manifesta in gradi molto diversi, c'è una certa componente genetica, ma si fa sentire anche molto il peso delle esperienze di vita, dell'educazione e dell'impegno della persona stessa e delle sollecitazioni dell'ambiente umano che lo ha circondato.
In fondo vale lo stesso discorso che per l'atletica: Mennea si nasce ma, se non ci si allena, campioni non si diventa.