Batteri e antibiotici

Vorrei qualche chiarimento sul meccanismo di restistenza dei batteri agli antibiotici. So che l'antibiotico non fa altro che selezionare i microrganismi già di per sè stessi resistenti, ma perché smettere la cura di antibiotici prima del tempo può favorire la comparsa di batteri resistenti? E perché è più facile evitare questo fenomeno se si interviene subito con dosi di antibiotico elevate?
Maria Rosa Alati
26 marzo 2003

I principali meccanismi di azione degli antibiotici sono:

  • inibizione della sintesi della parete batterica (beta-lattamici, vancomicina, fosfomicina)
  • inibizione di componenti del citoplasma (cloramfenicolo, tetracicline, macrolidi, aminoglicosidi)
  • danno a carico della membrana citoplasmatica (colistina, polimixina B e altri)
  • alterazione della sintesi degli acidi nucleici (chinolonici, rifampicina e altri).
La conoscenza di questi meccanismi è importante soprattutto per poter sfruttare líazione combinata (sinergica) di più farmaci.

Si parla di resistenza batterica quando i batteri riescono a moltiplicarsi anche in presenza della concentrazione antibiotica che può essere raggiunta nei vari tessuti. I meccanismi di resistenza sono molti: si va da resistenze naturali cromosomicamente mediate (non correlate a precedenti terapie antibiotiche), a resistenze secondarie nelle quali una mutazione casuale rende resistente un ceppo batterico che non si potrebbe replicare se non intervenisse una terapia antibiotica in grado di eliminare le altre popolazioni batteriche più vaste e pertanto predominanti.

Il principale consiglio, mai abbastanza ribadito, è quello di evitare líuso di antibiotici per la profilassi generale o nelle infezioni virali. Líuso indiscriminato di antibiotici accanto a norme igieniche non sufficientemente scrupolose anche negli ospedali, contribuisce alla diffusione del fenomeno della resistenza batterica agendo come meccanismo di selezione e diffusione nellíambiente dei patogeni resistenti.

Il problema della durata e del dosaggio delle terapie antibiotiche si pone sempre in termini di adeguatezza: la scelta dellíantibiotico deve essere mirata per tipo e sede di infezione (se possibile con esami batteriologici e relativi antibiogrammi) e proseguita per tutto il tempo necessario a eradicare líinfezione (in realtà una completa eradicazione dei batteri non avviene probabilmente mai, ma si ottiene semplicemente un ridimensionamento della conta batterica a valori non patologici e controllabili con le proprie difese immunitarie).

Lo sviluppo di resistenze batteriche è una conseguenza pressoché inevitabile della terapia: líobiettivo è pertanto far uso di antibiotici solo se strettamente necessario e osservare le norme igieniche per limitare la diffusione dei ceppi selzionati nel tempo.

Pietro Cerrato Presidio Sanitario San Camillo, Torino
Keywords: salute e scienza

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