Egregia Direzione Ulisse,
vorrei gentilmente avere una risposta in merito a un quesito inerente il gas radon. Ho saputo che detto gas, nocivo se la sua concentrazione supera un limite massimo stabilito, può sprigionarsi anche dalle pietre di tufo e più generalmente da pietre vulcaniche. Vorrei sapere, dunque, se esistono delle apparecchiature o degli organi addetti al controllo dell'emissione del gas radon nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali eccetera, essendo la maggior parte costruiti proprio da pietre di tufo.
Anonimo
25 febbraio 2003
Il radon 222 (in minore percentuale il radon 220) fa parte della serie dell'uranio 238, esistente in natura e come giustamente detto, presente in quantità considerevole in roccie vulcaniche.
Il radon 222 è un gas nobile che viene quindi emesso dalle roccie e anche dai materiali di costruzione contenenti cemento. È radioattivo alpha e può quindi essere di qualche pericolosità quando aspirato.
In particolare tra i pochi casi di malattie professionali provocate dall'energia nucleare si annovera una qualche incidenza di tumori ai polmoni in minatori in miniere di uranio.
Oggi questo fenomeno è in genere sotto controllo.
La presenza di radon si riscontra prevalentemente in zone non ventilate come in gallerie sotterranee o in cantine. In Italia non mi sembra debba rappresentare un problema: non si è per esempio riscontrato alcun aumento di tumori per gli abitanti in zone vulcaniche.
In ogni caso la presenza di radon è controllata sistematicamente dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA): maggiori informazioni si possono ottenere dal professore Marino, presidente dall'ARPA Lombardia.
Anche il nostro gruppo svolge misure sistematiche di radon nel nostro laboratorio di radioattività.
Nel prossimo anno intendiamo far partire un corso di laurea breve in fisica per la protezione ambientale in cui si tratterà anche di questo argomento.
Ettore Fiorini
Dipartimento di Fisica "G. P. S. Occhialini", Università di Milano Bicocca