Cercare l'acqua sottoterra

Frequento il terzo liceo e l'altra mattina nell'ora di fisica un ragazzo della mia classe ha detto che quando suo nonno era giovane, con un bastone di ulivo biforcuto, rivolto verso l'alto, era capace di trovare l'acqua in un terreno quando il bastone si dirigeva verso il terreno in cui scorreva nel sottosuolo l'acqua. Esiste una spiegazione scientifica a proposito di quanto detto prima? In cosa consisterebbe? La ringrazio.
Anonimo  
14 gennaio 2003

Il fenomeno descritto dallo studente è la rabdomanzia, ovvero la capacità di captare le vibrazioni di particolari sostanze nascoste, come l'acqua, tramite l'utilizzo di semplici apparati quali bastoni di nocciolo a forma di Y, pendolini o altri materiali che potevano venire"deflessi" dalle suddette vibrazioni.

Secondo la definizione di Alexis Bouly del 1919, i rabdomanti farebbero parte di una categoria di personaggi che applicavano la radioestesia, ovvero la sensibilità alle radiazioni che sarebbero emesse da ogni materiale presente sulla terra. A tale proposito esiste una breve ma esaustiva dissertazione storica alla pagina http://www.locarnonline.ch/ capitoli/ oroscopo/ archivio/ radiestesia.html

I rabdomanti erano in grado di captare le radiazioni di minerali, soprattutto metalli preziosi, acqua e molte altre sostanze utili o preziose.

In realtà la spiegazione di queste "capacità" paranormali può essere basata sulla semplice logica: nel passato vi erano molti individui con ampie conoscenze del proprio territorio e una innata dote per l'osservazione. Non è improbabile che alcune persone avessero osservato, nel caso dell'acqua, che in particolari periodi dell'anno vi erano aree che presentavano chiari segni della presenza del prezioso liquido, come piccoli zampilli o zone di umidità, ad esempio in terreni argillosi. È altresì molto probabile che questi si improvvisassero "maghi" e che condissero tutta la cosa a loro vantaggio, dimostrando un "potere" che ne innalzasse la loro considerazione nei confronti del popolino; l'utilizzo della bacchetta completava la sceneggiata. In generale i rabdomanti erano dei ciarlatani, privi di alcuna capacità, se non quella di far presa sulle menti facilmente impressionabili; d'altro canto anche Mago Merlino possedeva questo epiteto perché aveva maggiori conoscenze rispetto a tutti i suoi contemporanei: era infatti un alchimista, l'unico scienziato del Medioevo. Inoltre Merlino era l'epiteto per definire il gran sacerdote dei druidi, seguaci del culto celtico della Dea Madre e del Re Cervo, e grandi conoscitori delle proprietà curative di erbe e piante. Il loro potere era diretta conseguenza della loro conoscenza.

Alla stesso modo, vi erano rabdomanti capaci di trovare filoni metallici, attraverso uno speciale "flusso di energia" proveniente direttamente dal sottosuolo. Pur se la cosa non è scientificamente sostenibile (anche in questo caso avevano probabilmente compreso la reale natura di terreni e rocce), è divertente sapere che in realtà oggi utilizziamo particolari strumenti in grado di captare la presenza di oggetti e masse nascoste (gravimetri, molto utilizzati in archeologia, e magnetometri), o il flusso di calore generato dagli elementi radioattivi presenti nella crosta terrestre (calorimetri): in altre parole la scienza oggi è in grado di captare l'energia emessa dalla terra sotto forma di calore, campo magnetico e campo gravitazionale.

Senza voler smontare definitivamente il racconto del nonno, posso però dire che il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) ha svolto numerosi esperimenti per dimostrare l'effettiva impossibilità di trovare l'acqua per rabdomanzia.

Un articolo interessante sul tema è "Indagine sui rabdomanti italiani di James Randi che si può trovare sul sito del CICAP

Si possono trovare altri esempi di controesperimenti per smascherare rabdomanti o presunti tali nell'archivio dello stesso sito.


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