Ovviamente non ha senso parlare di uno spazio vuoto in cui collocare l'Universo come se noi fossimo all'esterno di esso e lo vedessimo evolvere; noi siamo all'interno di esso e dobbiamo pensare all'evoluzione dell'Universo dal punto di vista di chi è sempre al suo interno. Per questi esiste solo l'osservazione della materia circostante e delle relazioni che gli elementi di essa mostrano di avere fra loro. Se si osserva che tutti i corpi attorno a noi, cioè attorno a ogni punto dato che "noi" siamo un punto qualsiasi nell'Universo, si allontanano fra loro allora vuol dire che qualche cosa di diverso dalla gravità attrattiva che ci è familiare, spinge le cose lontano le une dalla altre. Questo qualche cosa non è ancora chiaro cosa sia; potrebbe essere un campo repulsivo dato dall'energia del vuoto. Quest'ultimo concetto non è molto intuitivo; si può pensare ad esso come a una tensione elastica che tende a svolgere l'Universo così come accade a una membrana elastica se si tenta di appallottolarla e poi la si lascia andare; essa è come se esplodesse per riacquistare la forma iniziale.
Si può essere certi che circa l'origine dell'Universo c'è ancora molto da capire specie alla luce delle tantissime osservazioni astronomiche che pongono vincoli sempre maggiori alle nostre capacità interpretative.