La forza dei venti

Come mai i venti sono in alcuni posti più forti e in altri più deboli? In alcuni posti più freddi e in altri più caldi?
Martina Prodi
18 novembre 2002
Gli sforzi fatti per rispondere a questa domanda hanno portato, negli ultimi due secoli, alla costituzione di quella branca delle scienze atmosferiche che prende il nome di"meteorologia dinamica". In generale il vento è costituito da aria in movimento quindi, al pari dei corpi solidi (come ad esempio le automobili), le differenze nella velocità del vento (in direzione e intensità) sono dovute all'azione di forze (come ad esempio il motore e i freni per un'automobile). Per quanto riguarda i vento, alcune delle principali forze agenti sull'aria sono quelle dovute alla differenze di pressione, quelle dovute alla gravità terrestre e quelle dovuta agli attriti (interni all'aria e tra l'aria e le superfici che la racchiudono). Quando tra due punti della superficie terrestre si ha una differenza di pressione, l'aria tende a fluire dalla zona a maggior pressione verso la zona a minor pressione. Nel suo movimento essa risentirà delle differenze di quota, venendo accelerata scendendo dai pendii o decelerata salendo su un versante e risulterà sottoposta agli attriti con il suolo (frizione) e all'attrito interno (la viscosità). A complicare notevolmente il tutto si aggiunge il fatto che la Terra ruota su se stessa, quindi sull'aria in movimento rispetto alla superficie terrestre agiscono delle forze che vengono chiamate "apparenti" e che sono analoghe a quelle che agiscono sull'acqua contenuta nel bicchiere di un passeggero di un'automobile che sta curvando. Perciò, nel suo movimento tra due punti a diversa pressione, l'aria non seguirà necessariamente un percorso rettilineo ma un percorso che è la risultante delle varie forze che su di essa agiscono, comprese quelle apparenti.

Per quanto riguarda le differenze in temperatura, bisogna ricordare che l'aria non viene riscaldata direttamente dal Sole, ma riceve l'energia termica attraverso il terreno scaldato dal Sole. Questo comporta delle disomogeneità nel riscaldamento/raffreddamento dell'aria che può essere dovuto alla latitudine (spostandosi verso nord il terreno riceve sempre meno energia) e alle disomogeneità della superficie (l'aria sopra il terreno si scalda e raffredda più velocemente dell'aria posta sopra l'acqua). Inoltre l'aria può riscaldarsi e raffreddarsi anche per compressione ed espansione (come capita ad esempio nelle pompe per le biciclette) quindi, in generale, il vento che viene dall'Africa sarà più caldo di quello che si ha in Europa e il vento che nelle giornate assolate proviene dal mare è spesso più fresco di quello che si ha sulla terra ferma, mentre il vento che"cade" dalle montagne (il celebre Fohen) è spesso più caldo di quello pre-esistente nelle vallate. Tutto questo è vero in termini generali, in quanto nella realtà dei fatti si possono avere moltissime complicazioni e scostamenti rispetto a quanto sopra detto. Questi scostamenti fanno di ogni alito di vento un piccolo capolavoro della natura e il risultato di un complesso e delicato equilibrio.

Dario B. Giaiotti CRMA - Centro Regionale di Modellistica Ambientale - ARPA FVG

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