Stiamo affrontando in classe in classe lo studio di alcune malattie genetiche. Vorrei sapere quali sono le ultime novità sulle tecniche di diagnosi precoce della fibrosi cistica del pancreas e sulle terapie e sulle cause delle alterazioni funzionali a carico del pancreas e dell'apparato respiratorio tipiche di questa patologia.
Nel 1989 un gruppo di ricercatori, guidati da LapChee Tsui, John R. Riordan e da Francio S. Collins, ha annunciato di aver individuato il gene che causa questa malattia, dopo quasi un decennio di ricerche. Si tratta di un gene chiamato CFTR che contiene le informazioni per far sì che la cellula assembli una particolare proteina. Questa ha la funzione di trasportare lo ione cloro dentro la cellula. Quando il gene CFTR è alterato questa proteina non si forma e il cloro si accumula all'esterno delle cellule, dove si combina con il sodio formando il cloruro di sodio, ovvero lo stesso composto chimico del sale da cucina, che conferisce ai pazienti la caratteristica fronte salata. Quest'eccesso di sali all'esterno della cellula richiama molta acqua, e si forma un ristagno sotto forma di un muco molto denso che favorisce la crescita di batteri. Questo è molto grave nel polmone, dove l'infezione può essere grave ed evolvere in polmonite e insufficienza polmonare, responsabili del maggior numero di morti per questa malattia. In particolare, sono frequenti le infezioni da parte di due patogeni in particolare: Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus, entrambi particolarmente insidiosi e difficili da trattare.
Già nel 1938 Dorothy H. Andersen dell'Università della Columbia aveva osservato che il pancreas dei bambini con la mucoviscidosi era quasi sempre distrutto, e al microscopio presentava un aspetto caratteristico che le suggerì il nome di fibrosi cistica.
Il pancreas è una grossa ghiandola che produce ormoni, tra cui l'insulina, che vengono poi riversati nei vasi sanguigni attraverso appositi dotti che funzionano come delle tubature di collegamento fra le cellule che producono gli ormoni e i vasi. Nella fibrosi cistica questi dotti risultano sempre essere ostruiti da secrezioni dense, esattamente come accade nel polmone. Il pancreas produce anche molti degli enzimi che nell'intestino provvedono alla digestione degli alimenti: l'ostruzione dei dotti impedisce agli enzimi di arrivare nel tratto gastrointestinale. Questo altera le funzioni digestive e impedisce un buon assorbimento delle sostanze nutritizie. In alcuni casi anche il rilascio di insulina viene impedito e i pazienti sviluppano anche il diabete. Un discorso analogo vale anche per il fegato: il muco ostruisce i dotti biliare e danneggia il fegato, anche se questo si verifica solo nel 5% dei casi, mentre i problemi polmonari sono presenti in quasi tutti i pazienti, e quelli pancreatici in almeno l'85%. Inoltre, a livello intestinale le feci possono essere molto compatte e provocare un ostruzione grave che richiede l'intervento chirurgico in circa il 10% dei neonati affetti. Infine, anche i dotti che trasportano gli spermatozoi possono essere ostruiti, e questo è causa di sterilità in oltre il 95% dei pazienti di sesso maschile.
Dal punto di vista diagnostico è di fondamentale importanza la misurazione del contenuto di cloro nel sudore, per la quale è stato messo a punto un apposito kit. Mentre nel sudore delle persone normali la concentrazioni di cloro e sodio è di circa 50 e 40 mM, in quelle affette può superare i 70 e 60mM. Questa concentrazione può essere rivelata attraverso un metodo chiamato pilocarpina iontoforesi.
Inoltre, è possibile fare un'analisi del DNA in fase di diagnosi prenatale (e non solo): nella maggior parte dei pazienti il gene presenta un'alterazione caratteristica, chiamata mutazione ΔF508, che consiste nella mancanza di tre delle basi del DNA e che si riflette nella produzione di una proteina che manca di un aminoacido, i mattoncini di cui sono composte le proteine, la fenilalanina 508. Questa anomalia rende la proteina inutilizzabile: rimane incagliata dentro la cellula e non riesce a raggiungere la membrana, dove normalmente svolge le sue funzioni.
In realtà, nonostante quella della fenilalanina sia la mutazione più frequente ne sono state descritte almeno altre 300, non tutte ugualmente dannose: infatti, la malattia può presentarsi con un diverso grado di gravità. La maggior parte dei laboratori è in grado di analizzare solo alcune di queste anomalie genetiche, quindi questi test in realtà sono utili solo in alcuni casi: se il test è positivo, allora il futuro bambino svilupperà sicuramente la fibrosi cistica, ma non si può dire il contrario se il test è negativo, poiché potrebbe essere presente una delle mutazioni non cercate. Inoltre, si sta facendo strada l'ideacche in alcuni casi possano essere coinvolti canali diversi da quelli del cloro, la cui alterazione genera analoghi problemi.