In meteorologia l'espressione "frequenze radio" indica quella parte dello spettro elettromagnetico caratterizzata da frequenze inferiori ai 300 GHz (i cellulari GSM lavorano con frequenze dell'ordine del GHz). Per questa parte dello spettro elettromagnetico la bassa atmosfera terrestre (da 0 a 10-15 km di altezza) è praticamente trasparente, cioè la radiazione riesce a passare grossomodo indisturbata e non cede né assorbe energia in maniera rilevante. Per questo motivo, allo stato attuale delle conoscenze, si ritiene che le "radio frequenze" non influenzino direttamente né l'evoluzione a breve termine dell'atmosfera terrestre (il tempo meteo) né il suo comportamento medio (il clima). Proprio per questa loro bassa interazione con l'atmosfera terrestre e con i suoi costituenti le "radio frequenze" sono molto studiate in meteorologia. Infatti la piccola interazione di queste onde elettromagnetiche con l'atmosfera è fortemente dipendente dallo stato dell'atmosfera stessa (temperatura, umidità, aerosol presenti ecc.). È perciò possibile utilizzare le "radio frequenze" per osservare le caratteristiche dei vari strati dell'atmosfera al pari dei raggi e delle ecografie per il corpo umano. Questo viene fatto costantemente ad esempio dai radar meteorologici, dai satelliti e da altri dispositivi ancora più sofisticati.