Non è completamente vero che non si tiene conto di (µ 0 / ε 0)½ (che talvolta viene chiamata "impedenza del vuoto"), ma viene dato per scontato che questa sia la stessa in tutti i sistemi di riferimento.
Nel sistema di unità di misura MKS ci sono due costanti, µ 0 ed ε 0che compaiono nelle leggi che rapportano i campi elettrico e magnetico alle cariche e ai movimenti di carica che li generano.
Quando però guardiamo le leggi che regolano il comportamento dinamico dei campi, osserviamo che c = 1 / (µ 0ε 0)½ è la velocità di propagazione dei campi (e poi scopriamo che, sorpresa sorpresa, è la stessa in tutti i riferimenti inerziali). L'altra costante indipendente, appunto R 0, compare per esempio nell'espressione della potenza elettromagnetica irradiata da un'antenna, e quindi davvero ha a che fare con la relazione tra cariche e campi.
In un sistema di unità di misura in cui si rinuncia ad un campione di carica independente (per es. Gauss o Heavyside-Lorentz) questa costante non c'è affatto. Supporre che R 0sia la stessa in tutti i riferimenti mi sembra quindi equivalente a supporre che lo sia la carica elettrica, e questa è un'ipotesi fisica precisa, verificata sperimentalmente.
Un argomento più matematico: un punto di partenza per la teoria della relatività speciale (forse il più corretto) è l'invarianza delle equazioni di Maxwell per trasformazioni di Lorentz, con tutte le costanti del caso. I pasticci vengono perchè le equazioni della meccanica classica invece non sono invarianti, e vanno modificate. Da cui la necessità di una nuova teoria.