Per far vedere come si compie il movimento, si potrebbe utilizzare dei burattini controllati da fili: il muscolo (filo) deve essere ancorato a due ossa (bastoni) per permettere il movimento: nella simulazione, i fili vengono tirati, mentre negli animali i muscoli si accorciano. Sempre utilizzando il modello di un burattino, si può far vedere che per esempio negli arti esistono muscoli antagonisti: quando il tricipite si contrae il bicipite si deve rilassare e viceversa. Domande del tipo: come mai il braccio e la gamba possono ruotare, mentre la gamba no, possono introdurre a parlare di come femore, tibia e rotula si articolano fra loro e di come invece è composta l'articolazione per esempio della testa del femore sulla pelvi.
La osservazione di un coniglio senza pelle, comprato in macelleria, può permettere di vedere dal vero articolazioni, muscoli, tendini, guaine connettive dei muscoli e fasci muscolari; è importante che gli studenti notino i punti di inserzione dei muscoli e, volendo, che li confrontino con i muscoli umani; una bella domanda potrebbe essere: perché il coniglio, il gatto, il cane hanno glutei poco sviluppati (non hanno il sedere)? L'attività può essere proseguita invitando gli studenti ad osservare in macelleria i pezzi di girello, dove la guaina di connettivo è ancora più evidente.
Una volta che gli studenti hanno chiaro come funzionino i muscoli, potrebbe essere interessante associare le esercitazioni sull'apparato muscolare con attività di educazione fisica: avendo a disposizione un manifesto che illustra i vari muscoli nell'uomo, si può invitare i bambini a fare semplici movimenti, come portare le braccia o le gambe in avanti, per osservare, tramite auto-palpazione, quali muscoli sono coinvolti nei vari movimenti; una volta compreso qual è il muscolo interessato nel movimento, può essere rintracciato nell'atlante e nominato (non scarterei l'ipotesi di fare imparare il nome dei muscoli più comuni, come bicipite, tricipite, deltoide ecc.). È importante far eseguire agli studenti movimenti semplici come flessioni degli arti, estensioni verticali laterali e verso il davanti e il dietro ecc. in modo che prendano consapevolezza delle potenzialità del proprio corpo in relazione alla presenza di muscoli, ossa e articolazioni. Una lezione a parte meriterebbe la discussione sul funzionamento dei muscoli che fanno flettere la colonna vertebrale (quali movimenti sono possibili e quali no?); in questo contesto si può fare osservazioni comprando un pezzo di coda dal macellaio, per far notare come sono fatte all'ingrosso le vertebre e come ci si inseriscono sopra i muscoli). Attività correlate: osservazione degli ossi, sia su scheletri interi, se disponibili, sia singoli (per esempio si pur invitare gli studenti a inserire un osso in acido muriatico per 24 ore; in questo modo il fosfato di calcio va in soluzione e l'osso diventa morbido (rimangono solo le parti vive). Non parlerei, in quella fascia di età, dei meccanismi di contrazione né farei esperienza di dissezione, per non urtare la sensibilità di alcuni studenti che possono essere contrari a esperienze di questo genere.
Buon lavoro.