Il prelievo di ghiaie dagli alvei dei fiumi ha varie ripercussioni sull'ambiente. Di queste il danneggiamento delle falde idriche è forse una delle meno importanti.
Quasi tutte le pianure si sono formate per effetto dei sedimenti (ghiaie, sabbie e argille) trasportati dai fiumi. Per tale motivo si chiamano "pianure alluvionali". Nel passato i fiumi erano in grado di modificare il loro percorso e, nei periodi di piena, di allagare notevoli porzioni di pianura. Tale comportamento però era molto dannoso per gli insedimenti e le attività umane per cui, fin dalle prime epoche storiche, si è cercato di regolare e delimitare il percorso dei fiumi con argini dighe e sbarramenti vari. Tale necessità ha fatto si che oggi il percorso dei fiumi sia quasi sempre artificiale, forzato cioè dall'azione dell'uomo. Anche il deposito dei sedimenti trasportati (comprese le ghiaie) è quindi quasi sempre artificiale e alle volte può creare seri ostacoli al regolare deflusso delle acque. In tal caso potrebbe essere utile la loro rimozione. Dannoso è invece lo sfruttamento selvaggio degli alvei con prelievi incontrollati delle ghiaie.
Gran parte delle ghiaie però non viene estratta dai fiumi attuali ma dagli antichi percorsi oramai abbandonati e inglobati nellle pianure. In questo caso le ghiaie vengono estratte scavando cave anche profonde molte decine di metri che possono interessare diversi livelli della falda idrica. È comprensibile che così facendo si danneggia la falda stessa che, finché rimane sepolta, è in parte o totalmente protetta dai sedimenti che la ricoprono. Quando questi sedimenti vengono rimossi, la falda è molto più vulnerabile rispetto a tutte le sostanze inquinanti che, volontariamente o involontariamente, possono venir rilasciate nella cava.