Da parecchio tempo sulle confezioni degli alimenti viene riportato il loro valore energetico con la dicitura x kcal/etto. In precedenza tale valore era riportato con la dicitura x cal/etto. Poiché chiaramente non può essere cambiata l'energia che può fornire un etto di alimento, saranno cambiate le unità di misura. Se possibile, vorrei conoscere tale cambiamento e come si concilia con la definizione di caloria e chilocaloria imparate nei lontani anni di scuola. (Per la caloria, quantità di calore necessaria per alzare da 14,5 a 15,5 °C un grammo d'acqua, per la chilocaloria stessa definizione, ma riferita al chilogrammo d'acqua).
Il valore energetico (o potere calorifico) di un alimento corrisponde all'energia che una data quantità di alimento riesce a sviluppare per combustione.
La caloria e la chilocaloria sono entrambe unità di misura del calore e, in generale, dell'energia. Dalle due definizioni, che correttamente il lettore riporta nella sua domanda, si deduce facilmente che 1 kcal = 1 000 cal, quindi la chilocaloria è semplicemente un multiplo della caloria.
È quindi inevitabile che il contenuto energetico di un alimento venga espresso da valori numerici differenti a seconda che si utilizzino le calorie o le chilocalorie. Ovviamente tra i due valori numerici ci sarà una differenza di un fattore mille. Così, ad esempio, se il contenuto energetico di un lipide è pari a 9,3 kcal/g, esso corrisponderà a 9 300 cal/g.
La caloria e la chilocaloria tuttavia, pur essendo tuttora ampiamente utilizzate, non sono unità di misura appartenenti al cosiddetto Sistema Internazionale (SI), universalmente adottato in campo scientifico. L'unità di misura dell'energia in tale sistema è infatti il joule (J). È facile convertire le calorie (o le chilocaloria in joule e viceversa) ricordando che:
Poichi il SI è sempre più raccomandato, capita sempre più frequentemente di trovare sulle confezioni degli alimenti il contenuto energetico espresso anche in joule (o nei multipli chilojoule), oltre che in chilocalorie.