Ammettendo che sia possibile diminuire la densità dell'anidride carbonica durante la sua emissione da parte di scariche industriali e domestici, si potrebbe portare il gas a raggiungere gli strati più alti dell'atmosfera?
Oppure, come dice Maurizio Michelini in "Energia: fatti, problemi eprospettive", trasformare l'ossido di carbonio in anidride carbonica e confinarla in pressione nel mare sciogliendola in acqua?
Classe I F ITIS Kennedy
12 maggio 2002
Il biossido di carbonio o anidride carbonica è una molecola composta da due atomi di ossigeno e uno di carbonio (CO
2) ed è il quarto maggior costituente dell'aria secca; mediamente lo 0,033% di un volume d'aria è costituito da molecole di questo tipo. Questa molecola è solubile in acqua anche se la quantità di biossido di carbonio che l'acqua liquida pur trattenere è fortemente dipendente dalla temperatura e dalla pressione. In altre parole l'acqua allo stato liquido agisce come una spugna per il biossido di carbonio e la temperatura e pressione si comportano come una mano che strizza o allarga la spugna facendo uscire o entrare queste molecole.
In linea teorica è possibile iniettare biossido di carbonio nell'acqua liquida, ma non è possibile farne entrare quanta ne vogliamo; la prova di questo si ha quando apriamo una bottiglia di acqua frizzante che, in poco tempo, rilascia in atmosfera la CO2 di troppo. Ben più stabile è la CO2 che alcune creature marine fissano nei loro gusci prelevandola dall'acqua. Questo processo, perù richiede molto tempo e, ovviamente, la collaborazione di queste "creature".
Portare nell'alta atmosfera la CO2 in eccesso potrebbe non essere una buona idea in quanto la CO2 h una molecola piy pesante delle altre molecole che costituiscono l’aria secca (N2 e O2) e quindi tenderebbe a ricadere verso gli strati più prossimi al suolo per effetto della gravità, a meno che non la disperdessimo proprio nello spazio (ma è giusto disperdere questa sostanza fuori dalla nostra Terra?).
Alcuni scienziati hanno proposto alternative forse piè valide all'eliminazione della CO2 in eccesso. Questa, infatti, potrebbe essere iniettata nei pozzi di petrolio esauriti al posto dei gas pre-esistenti. In questo modo si compenserebbero anche gli eventuali squilibri di massa dovuti all'estrazione del petrolio e dei gas ad esso associati. È però necessario porsi una domanda: mettendo in atto dei processi che per segregare la CO2, emettiamo più o meno CO2 di quanta ne eliminiamo? Ogni attività umana, infatti, richiede energia che spesso è proprio ottenuta dalla combustione, quindi dalla liberazione di CO2. Se non facessimo bene i conti ci troveremmo in un problema simile a quello che si ha con gli usurai; per ottenere denaro ne spendiamo più di quanto ne possiamo intascare.
Fulvio Stel
Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia