Radiazioni ionizzanti
Sono radiazioni con lunghezza d'onda inferiore a 100 nm (raggi X, raggi gamma ecc. utilizzate nelle pratiche sanitarie e per radiodiagnostica o radioterapia).
Queste radiazioni sono regolamentate da anni in mariera puntuale (per alcuni versi un po' esagerata, visti i bassi livelli di dose ammessi per i lavoratori e la popolazione in generale). La legge è il DLgs 230/95 e s.m.i. (nella sezione
Negli ospedali è il servizio di fisica sanitaria che se ne occupa attraverso due figure: l'esperto qualificato e l'esperto in fisica medica. Importante rilevare che come cittadini assorbiamo la maggior parte della dose di radiazioni ionizzanti quando siamo pazienti; per cui è importante richiedere — quando praticabile — la protezione schermata per noi (in quanto pazienti) e per gli eventuali familiari che assistono il paziente durante le pratiche radiologiche, ovvero essere informati sui comportamenti corretti da adottare a seguito di trattamenti di medicina nucleare.
Radiazioni non ionizzanti
In ambiente ospedaliero ce ne sono varie. Faccio alcuni esempi:
- ultravioletti (per sterilizzare gli ambienti ecc.)
- laser di varie classi (per terapia o trattamenti)
- onde elettromagnetiche non ionizzanti, impropriamente dette "elettrosmog" (marconiterapia, radarterapia ecc.)
- campi elettromagnetici a bassa frequenza (cabine elettriche ecc.).
Esiste una legge, n.36 del 2001 (disponibile sullo stesso sito web), ma non è ancora applicabile perché non sono stati emanati ancora i limiti di esposizione per i lavoratori.
Per quanto riguarda le risonanze magnetiche (NMR) esiste uno specifico decreto del Ministero della Sanità che ne puntualizza l'uso e i controlli.
A parte questo decreto, non mi risulta — alla data attuale — che ci siano norme specifiche per gli ospedali. In alcuni ospedali se ne occupa il servizio di prevenzione e protezione, ma in altri il servizio di fisica sanitaria. Anche qui le categorie di soggetti da proteggere sono due: lavoratori e (non sempre) pazienti.