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L'intermedina viene sintetizzata a partire da una proteina precursore, la pro-opiomelanocortina (POMC). In tutti gli animali, tranne che nell'uomo, questa trasformazione avviene principalmente a livello ipofisario. Invece nella nostra specie, dove l'ipofisi ha una pars intermedia poco sviluppata, i siti di maggior produzione sono le cellule che compongono l'epidermide (i cheratinociti), i melanociti (le cellule che compongono i nevi), alcune particolari cellule del fegato (le cellule di Langherans).
A livello dei cheratinociti e dei melanociti l'irradiamento con raggi UV promuove la trasformazione del POMC in intermedina che viene secreta all'esterno della cellula. L'effetto di questo ormone si esplica a questo livello con l'induzione della sintesi di melanina, responsabile della pigmentazione scura della pelle che caratterizza l'abbronzatura. Questo avviene grazie alla presenza sulle cellule dell'epidermide di una proteina appartenente alla classe dei recettori in grado di recepire il messaggio e sintetizzare la melanina. Recenti studi hanno dimostrato come i raggi UV sono in grado di aumentare il numero di questi recettori. Si spiega così come mai un'abbronzatura è più scura se il sole viene preso a piccole dosi in tempi lunghi: infatti ogni giorno di esposizione fa sì che le nostre cellule diventino sempre più responsive all'intermedina e quindi producano progressivamente sempre più pigmento. L'intensità della colorazione è anche correlata al numero di melanociti presenti nella pelle che aumenta con l'esposizione al sole con un meccanismo non ancora chiaro, probabilmente dipendente dall'intermedina. La tonalità dell'abbronzatura dipende invece dal tipo di melanina che si è in grado di produrre, in particolare sono note la eumelanina e la feomelanina che conferiscono rispettivamente una colorazione bruno-nera e rosso-giallastra.
È noto che la melanina svolge un ruolo protettivo nei confronti del tumore alla pelle, il melanoma, un cancro molto aggressivo, ed è ormai consolidato che l'eumelanina è quella che conferisce maggior protezione. è noto inoltre che delle anomalie nel gene del POMC che non permettono la sintesi della melanocortina sono responsabili di una maggior suscettibilità a sviluppare il melanoma. Alcune ricerche recenti indicano che l'intermedina possa avere un ruolo attivo nella protezione dalle infiammazioni modulando, con meccanismo non ancora chiariti, la produzione di monossido di azoto, una molecola in grado di attivare e di convogliare sul posto le cellule del sistema immunitario.
La pars intermedia dell'ipofisi può in condizioni patologiche produrre un eccesso di alpha-MSH, in seguito a un'aumentata sintesi del precursore. Si tratta del morbo di Cushing, una malattia che colpisce molti organi e porta uno squilibrio del metabolismo e a un'anomala pigmentazione della pelle. A questo proposito è importante notare che queste anomalie non sono riconducibili tanto all'eccesso di intermedina, quanto piuttosto dell'ACTH, o ormone adrenocorticotropo. Infatti dalla POMC vengono prodotti per scissione di questa proteina in più frammenti: l'intermedina, l'ACTH e le endorfine (molecole importanti per la percezione del dolore).
Studi in animali hanno dimostrato che l'intermedina è coinvolta nella regolazione del peso del corpo in quanto influisce sul metabolismo e sullo stimolo dell'appetito. Infatti sue anomalie di produzione sono associate a obesità e cachessia.
Infine questo ormone è implicatao anche nel processo di erezione, nel quale coaliscono diversi altri trasmettitori come la dopamina, la serotonina, la noradrenalina, il monossido di azoto. Il bilancio di tutte queste molecole facilita o meno le modificazioni necessarie a livello della muscolatura liscia dei vasi affinchh il sangue possa affluire nei corpi cavernosi e si possa avere l'erezione. Proprio per questo motivo sono oggetto di molti studi che li vedono come target farmacologici per il trattamento dell'impotenza.