Posto, per fissare le idee con dei numeri semplici, che Achille faccia un metro al secondo e la tartaruga (di solito è la tartaruga) mezzo metro, e che partano all'istante iniziale 0, con la tartaruga davanti di un metro, ovviamente Achille raggiunge la tartaruga al tempo (secondo) due.
Il paradosso di Zenone nasce solo da un trucco, quello di far concentrare l'interlocutore sui vari istanti che precedono il tempo 2: dopo un secondo Achille è a un metro e la tartaruga a un metro e mezzo; dopo un secondo e mezzo Achille è a un metro e mezzo e la tartaruga a un metro e tre quarti; dopo un secondo e tre quarti Achille è a un metro e tre quarti e la tartaruga è a un metro e sette ottavi e cosìvia.
Achille non raggiunge la tartaruga in un istante precedente il due, per cui se si resta impelagati in queste frazioni di tempo lo si vede sempre un po' indietro.
Di queste frazioni tra uno e due ce ne sono infinite, e all'interlocutore di Zenone sembra di non uscirne mai, ma è lui che è stato intrappolato a fare calcoli (dove sono Achille e la tartaruga all'istante uno e qualcosa, esattamente 1 + (m-1)/m, dove m è 2n, oppure 2 - 1/2n) che sono diversi dalla domanda iniziale (quando Achille raggiunge la tartaruga?).
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.