L'evidenza di una forte asimmetria nella distribuzione di materia e di antimateria nel cosmo (mancanza di apprezzabili quantità di antimateria), in virtù del teorema di Sakharov, è una prova indiretta che in natura la simmetria prodotto della coniugazione di carica (C) e dell'inversione per parità (P), tipicamente indicata con CP, non è esattamente soddisfatta.
La prima evidenza sperimentale della violazione, nelle interazioni fondamentali, della simmetria congiunta CP, si deve all'esperimento di Christenson, Cronin, Fitch e Turlay del 1964 circa i modi di decadimento in due pioni dei mesoni K (con stranezza) neutri. La conseguente formulazione e verifica sperimentale del modello standard dell'interazione elettrodebole ha poi fornito una naturale descrizione della violazione di CP, in termini di una fase complessa (di angolo beta) nella matrice di accoppiamento debole tra i quark, detta anche di Cabibbo-Kobayashi-Maskawa (CKM). In un'opportuna parametrizzazione, detta di Wolfenstein, tale fase interviene nei soli coupling tra i quark top e down, oppure up e bottom.
Da quanto detto, appare allora evidente che per misurare al meglio tale angolo beta occorre studiare fenomeni in cui siano coinvolti quark della terza generazione (top o bottom).
L'esperimento BaBar sta effettuando misure di violazione di CP adoperando i mesoni B, che contengono il quark bottom. I risultati da essi ottenuti indicano un valore di sin(2beta) = 0,59 ± 0,14 ± 0,05 che mostra, con elevato livello di confidenza, che una fase complessa diversa da zero è realmente presente nella CKM. Tale misura ha una doppia valenza, infatti se da un lato fornisce il valore numerico di uno dei parametri incogniti del modello standard, dall'altro è la verifica della correttezza dell'assunto che tutta la violazione di CP del settore quark risiede nella fase della CKM. Tale osservazione non è priva di conseguenze se si ricorda che il grado di violazione di CP portato dalla CKM non è sufficiente a spiegare l'asimmetria materia-antimateria presente nell'Universo. Quindi vi deve essere un'altra e ben maggiore sorgente di violazione di CP, non ancora identificata e che potrebbe questa volta riguardare il settore leptonico (elettroni, muoni, tau e loro neutrini).