Il colore dei Magotti

La ditta Ferrero da qualche tempo utilizza come regalo in certe confezioni di merendine dei pupazzetti (chiamati Magotti) che cambiano colore se tenuti in mano o comunque al caldo. Qual è il meccanismo o la molecola di colorante alla base del cambiamento di colore dei Magotti?
Roberto Guida
12 dicembre 2001
Supponiamo di disporre di una molecola capace, ad esempio, di impartire una colorazione rossa a un oggetto. Se, per le più varie ragioni, questa molecola può trasformarsi chimicamente in un'altra molecola, capace di impartire una colorazione blu, allora noi possiamo dire che esiste un equilibrio tra le due molecole — la molecola "blu" può trasformarsi in molecola "rossa" e viceversa. Le percentuali di molecole "rosse" e di molecole "blu" dipende, come in tutti gli equilibri, dalla temperatura. Una molecola è dunque termocromica se le percentuali di molecole caratterizzate da diversi colori cambiano apprezzabilmente nella regione di temperature di nostro interesse (per i Magotti, tra i 20 e i 40 °C). Se la molecola "blu" prevale alle temperature più basse e quella "rossa"alle temperature più alte, sarà sufficiente tenere in mano il Magotto per pochi minuti per osservare un cambiamento nel loro colore dal blu al rosso.

Ho tentato di contattare la Ferrero per avere ragguagli più esatti circa le molecole usate, ma non ho ottenuto grandi risultati. Mi sento comunque di dirle che la molecola (o le molecole) che impartiscono la colorazione cangiante ai pupazzetti non è semplicemente un colorante, ma per l'appunto una miscela di molecole termocromiche.

Spero di compensare la sua specifica curiosità facendole osservare che i materiali termocromici hanno ampio impiego in molti settori della nostra vita quotidiana. Da qualche tempo, ad esempio, è abbastanza facile acquistare in farmacia termometri costituiti da una striscia di materiale plastico che, appoggiati sulla fronte, forniscono immediatamente la temperatura della persona. Essi sono basati su più materiali termocromici capaci di passare dal bianco ad altro colore a diversi valori di temperatura, tipicamente compresi tra i 36 e i 40 °C. Termometri di questo tipo sono anche spesso usati per determinare la temperatura ottimale a cui servire a tavola i vini. Il loro vantaggio principale rispetto ai tradizionali termometri a mercurio è quello di essere molto veloci nelle determinazioni della temperatura, estremamente economici e meno fragili. Lo svantaggio principale resta quello della loro precisione (normalmente permettono determinazioni di temperatura con una precisione di mezzo grado centigrado contro il decimo di grado ottenibile con i normali termometri a mercurio).

Chiudo questa risposta con un ultimo esempio di quasi termocromismo che riporta me — e forse anche lei — indietro alla mia infanzia. Quando i giochi dei bambini erano meno tecnologici, un modo di inviarsi messaggi segreti era quello di usare gli inchiostri simpatici, la cui più semplice versione era costituita dal succo di un limone cui veniva addizionato un po' di sale da cucina. Questa semplice soluzione di acido citrico e cloruro di sodio in acqua è anch'essa caratterizzata da proprietà che potremmo approssimativamente definire termocromiche (in realtà non lo sono, perché il processo è irreversibile), dovute all'ossidazione dell'acido citrico (trasparente) a dare sostanze ossidate (brune) per modesto riscaldamento. Se ha un bimbo in età da Magotti forse riuscirà a divertirlo con questa piccola "magia" chimica.

Dario Narducci Dipartimento di Scienza dei Materiali, Università di Milano Bicocca

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