Parigi, dunque: non si può che cominciare dalla Tour Eiffel. È un'opera straordinaria di ingegneria, ma è anche il frutto dell'altrettanto straordinaria preveggenza di Jules Vernes. Nel 1863, immaginando una Parigi del 1960, Verne sistemò poco distante da dove ora sorge la torre "un faro elettrico senza grande utilità; che si perdeva nella notte a un'altezza di cinquecento piedi. Era il più alto monumento del mondo, e la sua luce giungeva a quaranta leghe di distanza: poteva essere scorta fin dalla cattedrale di Rouen". La Tour Eiffel, che non è un faro ma è effettivamente inutile, fu costruita già nel 1889, ed è alta il doppio: 1000 piedi, 324 metri. Può essere interessante, quindi, fermarsi al primo piano, al Café Jules Verne, per discutere di come la scienza e la tecnologia siano fatta anche di visioni fantastiche.
In realtà la Tour Eiffel, costruita per fare da vessillo all'esposizione universale di Parigi, non è stata poi così inutile: fin dalla sua inaugurazione ha ospitato un'importante stazione meteorologica. Ecco allora, al secondo piano, di fronte a una spettacolare vista sulla Ville Lumière, un buon posto per sedersi e ripercorrere le tecniche che l'uomo ha sviluppato per misurare e interpretare il clima: tecniche che oggi sono diventate di estrema utilità per far fronte al problema del riscaldamento globale. Non solo: nel 1903 fu installata sul tetto della torre un'antenna per trasmissioni radio, ed è proprio grazie a quell'antenna che nel 1921 fu diffusa in Europa la prima trasmissione radiofonica pubblica: prendere l'ascensore e salire all'ultimo piano può servire da stimolo per riflettere su come la comprensione di alcune proprietà del mondo fisico — come le onde elettromagnetiche — può portare a delle vere e proprie rivoluzioni — come lo fu la radio nella storia dei mezzi di comunicazione, e nella storia tout-court. Sempre che non ci sia troppo vento, perché se no la torre oscilla (oscilla? e perché non cade? non sarebbe più sicuro se fosse rigida...?)
Il messaggio — spero sia chiaro — è che ogni luogo che ha una storia, ha anche una storia scientifica: una bella gita scientifica, allora, consiste soprattutto nello scoprire la scienza che sta dietro alle cose.
Ma cinque giorni sulla Tour Eiffel sono certamente troppi. A Parigi ci sono almeno quattro musei scientifici da non perdere. Suggerisco di visitarli tutti, avendo cura che per ognuno di questi un gruppetto di studenti consulti il sito internet, prepari in anticipo un piccolo itinerario e faccia da cicerone per il resto della classe durante la visita.
1. La Grande Gallerie de l'Evolution: scendere alla fermata Jussieu del Metro, e prepararsi per un viaggio nella storia della vita sulla Terra. All'uscita vi sentirete un po' più cittadini del mondo.
2. Il ConservatoireNationale des Arts et Métiers: scendere alla fermata Art et Metiers e prepararsi per un lungo viaggio nella storia della scienza. Alla fine vi sentirete parte di un grande cammino verso la conoscenza (incredibile: vien voglia di studiare?).
3. Il Palais de la Découverte: scendere alla fermata Franklin-D.-Roosevelt e prepararsi per un viaggio fatto di esperimenti, esperienze, e se c'è tempo conferenze. Alla fine avrete voglia di fare esperimenti su qualunque oggetto vi capita a tiro (compresi i topi, che al Palais giocano addirittura a basket).
4. La Cité de Sciences et de L'Industrie: scendere alla fermata Porte de la Villette, dimenticarsi della scienza e buttarvisi dentro ad occhi chiusi. Ovvero, pensare a divertirsi giocando con uno dei musei più emblematici della megalomania francese. Alla fine sarete così stanchi che un'aula di scuola vi sembrerà il posto più rilassante della Terra.
N.B. Ci sono almeno altri quattro posti in Europa che potremmo suggerire, anche in base alla lingua preferita (tralasciando quei siti minori che difficilmente possono giustificare una gita scolastica): Londra, la Scozia, Barcellona, Berlino.
Se volete qualche informazione in proposito non avete che da chiedere a Ulisse.