Un osservatore umano e un ipotetico osservatore dalle dimensioni fisiche prossime a quelle dell'Universo percepirebbero in egual modo le leggi della fisica, della chimica ecc.? In altre parole, le leggi della natura dipendono anche dalle dimensioni dell'osservatore?
Enzo Martinangelo
18 luglio 2001
Una domanda del genere è piuttosto sfaccettata e potrebbe ammettere diverse risposte a seconda di chi risponde (e a seconda di che cosa si voleva veramente chiedere).
Se chi risponde fosse un realista ingenuo sulle teorie, ossia se pensasse che le teorie descrivono veramente ed esattamente quello che c'è nel mondo, allora sosterrebbe che anche se cambiassero le dimensioni dell'osservatore non cambierebbe nulla relativamente alle leggi dell'Universo. Se chi risponde fosse un realista critico sulle teorie o uno strumentalista, ossia se pensasse che le teorie sul mondo sono costruzioni umane atte a rappresentare il meglio possibile il mondo (se è un realista critico) o atte solo a prendere nel miglior modo possibile i fenomeni (se è uno strumentalista), allora direbbe che soggetti della conoscenza "diversi" (cioè osservatori di dimensioni diverse) costruiscono leggi diverse.
Tenendo conto di ciò, ossia tenendo conto dello statuto epistemologico delle teorie (aspetto filosofico), bisogna ricordare che le teorie sono osservatore-indipendenti (aspetto scientifico), ovvero se anche osservatori "diversi" costruissero teorie diverse, tutti cercherebbero di costruire teorie che sono indipendenti dalle dimensioni dell'osservatore che le ha effettivamente costruite.
Altra domanda è quella relativa al fatto se un osservatore di dimensioni diverse da quelle usuali percepirebbe un mondo diverso. Ebbene sì: avrebbe canali sensoriali diversi da quelli che abbiamo noi uomini e percepirebbe di conseguenza "finestre" di mondo diverse da quelle che percepiamo noi.
Bibilografia
Sulla relazione fra teoria-mondo: G.Boniolo e P.Vidali, Filosofia della scienza, Bruno Mondadori, Milano 1999, capp. 3, 5, 8.
Sulla relazione fra dimensione dell'osservatore e mondo percepito: B. van Fraassen, L'immagine scientifica, trad. it., CLUEB, Bologna 1985.
Sulla dimensione delle costanti universali e sulle dimensioni degli esseri umani: M. Gardner, The new ambidextrous universe, W.H. Freeman, New York 1990.