Purtroppo in Italia gli studi di acustica sono sostanzialmente assenti in ambito fisico. Soltanto nell'area dell'ingegneria si sviluppano studi di acustica ambientale, legati alla fisica tecnica.
La laurea in fisica quasi inevitabilmente porta lontano dall'acustica, a meno di non trovare un docente interessato sia alla musica che alla fisica con cui fare la tesi: ma in ogni caso molto difficilmente con una tesi di questo tipo uno studente si inserirà in un filone di ricerca sviluppato in Italia.
L'insegnamento di acustica all'Università c'è soltanto in alcune Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali: in particolare, a Ravenna (Università di Bologna) c'è sia Acustica Musicale (prof. Zanarini, zanarini@df.unibo.it) che Acustica Applicata (prof. Cocchi). Una laurea di questo tipo dovrebbe preparare sia ad attività di restauro di strumenti e ambienti musicali, sia al restauro di documenti sonori. Un interessante lavoro su quest'ultimo tema viene sviluppato all'Università di Udine (sede di Gorizia, prof. Orcalli).
Molto interessante è anche l'area, tipicamente interdisciplinare, della percezione acustica e musicale, molto sviluppata sia in Francia che negli Stati Uniti.
Qualche testo utile per farsi un'idea:
J. R. Pierce, La scienza dei suoni, Zanichelli, Bologna1988.
R. Pierantoni, La trottola di Prometeo: Introduzione alla percezione acustica e visiva (capitoli 20-29), Laterza, Bari 1996.
A. Frova, La fisica nella musica, Zanichelli, Bologna 1999.