S02 + H20 -> H2S03 (acido solforoso)
SO3 + H20 -> H2SO4 (acido solforico)
2NO2 + H20 -> HNO2 + HNO3 (acido nitroso e nitrico)
NO2 + OH -> HNO3 (acido nitrico)
CO2 + H20 -> H2CO3 (acido carbonico)
In questo modo viene aumentata non solo l'acidità delle precipitazioni (pioggia e neve), ma anche delle deposizioni (brina e rugiada) e delle nebbie.
Le molecole di SO2, SO3, NO2 e della CO2 vengono prodotte per cause naturali quali eruzioni vulcaniche (SO2 e SO3) o fulmini (NO2 e NO3), ma soprattutto dagli insediamenti industriali, in particolare con l'uso dei combustibili fossili quali il petrolio e i suoi derivati. Poiché queste sostanze sono volatili, possono giungere anche a distanze notevoli dagli insediamenti che li hanno prodotti. Ad esempio, piogge con pH = 3,8 sono state osservate nell'Oceano Indiano tra l'Australia e l'Africa. Mediamente, comunque, le piogge acide sono più frequenti in prossimità delle zone industrializzate quali l'Europa settentrionale e la costa orientale degli Stati Uniti, anche se zone con piogge particolarmente acide sono presenti in Alaska e in Brasile.
Uno dei principali effetti delle piogge acide, osservato per la prima volta in Baviera negli anni settanta, è quello sulla vegetazione. Il meccanismo che produce questo effetto non è totalmente noto; sembra comunque assodato che l'acidità delle piogge renda le piante più vulnerabili ai parassiti e quindi ne comporti un generale indebolimento. Sembra che le piogge acide agiscano soprattutto sull'apparato fogliare visto che i terreni, in molti casi, possono mettere in atto dei "sistemi tampone" per mantenere costante la loro acidità.
Le piogge acide possono avere effetti anche sulle acque dolci superficiali, soprattutto in quelle contenute in bacini non calcarei (che possono contare su un buon effetto tampone). La progressiva riduzione del pH nei bacini superficiali causa, in primo luogo, la scomparsa dei girini, delle salamandre e di piccoli crostacei (basta un pH inferiore a 5,6) seguita, per pH inferiori a 5, dalla scomparsa di trote e lucci.
Le piogge acide non sembrano avere effetti diretti sull'uomo, sono comunque possibili effetti indiretti di difficile quantificazione. L'acidità dell'acqua piovana, infatti, provoca il rilascio di metalli pesanti (rame, zinco, cadmio, alluminio, mercurio ecc.) che così possono entrare nel ciclo alimentare umano.
Un altro effetto delle piogge acide, purtroppo non secondario, è quello sui monumenti e quindi sul patrimonio artistico in quanto l'acidità dell'acqua causa corrosione dei metalli e disgregazione dei manufatti calcarei.
Bibliografia
Autori vari, Le piogge acide, Pubblicazione LS Luigi Magrini, Gemona del Friuli (UD) 1993
T.E. Graedel e P. J. Crutzen, L'atmosfera che cambia, Le Scienze, 255 pp. 22-30, Milano 1989
C.C. Park, Piogge acide, Muzzio editore, Padova 1989.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.