La sperimentazione sugli OGM

La sperimentazione sugli OGM (organismi geneticamente modificati) in campo aperto è realmente sicura come alcuni sostengono?

Anonimo  
23 marzo 2001
Purtroppo la risposta è negativa, in quanto i campi sperimentali non sono così isolati dal contesto in cui si trovano e si potrebbe determinare una diffusione incontrollata del transgene. Infatti le piante in sperimentazione potrebbero avere piante parentali con le quali incrociarsi per dar vita a nuove piante che diverrebbero esse stesse transgeniche. Del resto è già stato evidenziato che in America sono presenti piante infestanti che hanno acquisito dalle piante transgeniche coltivate il gene di resistenza al diserbante. Ecco allora che dopo pochi anni verrebbe vanificato il vantaggio acquisito dalla transgenesi; per cui sarà necessario studiare nuovi diserbanti e inserire nelle piante nuovi transgeni.
Il problema generale si pone in questi termini: cosa accadrà quando scopriremo (speriamo che non sia verifichi) che il transgene può procurare dei danni? Purtroppo non stiamo parlando di sostanze chimiche (una volta accertato che possono nuocere ne sospendiamo la produzione e la distribuzione), ma stiamo parlando di esseri viventi che si moltiplicano e si diffondono autonomamente nell'ambiente (dalle piante transgeniche coltivate alle piante infestanti, dalle piante infestanti alle piante coltivate). È ovvio che la ricerca non può essere fermata, ma un conto è la ricerca, un altro conto è, invece, l'applicazione della ricerca, che deve essere fatta con tutte le certezze del caso e non deve essere lasciata al caso. Si consideri a questo proposito che sarebbe possibile produrre piante transgeniche che non danno origine a fenomeni di "flusso genico", semplicemente inserendo i transgeni nei cloroplasti.
Claudio Malagoli Università degli Studi di Pollenzo/Bra (CN)

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