Senz'altro è possibile influire sulla formazione iniziale delle memorie, o sul loro successivo consolidamento, favorendole ma soprattutto inibendole. La tua domanda è però sicuramente più profonda, e si riferisce alla possibile azione su memorie, diciamo così, già definitivamente consolidate. Le memorie a lungo termine consistono in modifiche dell'efficacia di tantissime sinapsi, distribuite fra le cellule nervose della corteccia cerebrale. La stessa area corticale (normalmente, più d'una) dove risiede una memoria ne contiene in generale moltissime altre, codificate sulle stesse sinapsi. La"magia" dei sistemi distribuiti è appunto la loro capacità di contenere tante cose diverse, sparpagliandole tutte su un gran numero di unità elementari. Come potenziare queste memorie non è ovvio, ma come cancellarle, in teoria, sì: basta sovraccaricare il sistema, con altre memorie, oppure semplicemente apportando altre modifiche anche casuali alle sinapsi.
Esperimenti di questo tipo sono stati compiuti sui ratti: cambiando l'efficacia di un gran numero di sinapsi con piccole scariche elettriche (non altrimenti nocive) si sono cancellate le memorie spaziali, che permettevano loro di orientarsi nell'ambiente. Non è detto che l'elettroshock sia poi così differente...
Alessandro Treves
Settore di Neuroscienze Cognitive (SISSA, Trieste) e NTNU, Centre for the Biology of Memory (University for Science and Technology, Trondheim, Norvegia)