Formando uno zigote (in laboratorio) con due gameti femminili, è possibile la nascita di un essere umano femmina? Se sì, sarà identica alla donna dalla quale provengono i gameti?
Olga Prontera
20 marzo 2001
Non è possibile la nascita di un nuovo individuo a partire da uno zigote con due nuclei femminili (si chiamano con termine tecnico pronuclei) prodotto in laboratorio.
Studi compiuti a partire dalla metà degli anni ottanta hanno elegantemente dimostrato che uno zigote di topolino con due pronuclei maschili è compatibile con l'inizio dello sviluppo embrionale, ma porta alla formazione solamente degli annessi extra-embrionali (placente ecc.), mentre l'embrione vero e proprio ha uno scarso sviluppo. Viceversa, uno zigote con due pronuclei femminili consente lo sviluppo iniziale dell'embrione vero e proprio, ma la scarsa formazione dei tessuti extra-embrionali. In entrambi i casi l'embrione interrompe lo sviluppo durante i primi stadi e muore.
Questi studi hanno dimostrato che, nei mammiferi, per un corretto sviluppo embrionale sono necessari entrambi i genomi maschile e femminile, essendo lo zigote "in grado" di riconoscere la provenienza maschile o femminile del genoma. In altre parole, durante la gametogenesi femminile o maschile il genoma subisce un processo di marcatura detto imprinting diverso nella spermatogenesi o nell'oogenesi. I due genomi, maschile e femminile, si ritrovano dopo la fecondazione nello zigote e, pur essendo identici dal punto di vista del contenuto genico, sono diversi e riconoscibili per queste marcature che vengono definite, sempre con termine tecnico, epigenetiche. L'imprinting epigenetico rappresenta uno dei campi di studio più affascinanti della biologia dei nostri giorni.