Due cloni sono due individui che possiedono lo stesso assetto genico, vale a dire, lo stesso corredo di geni, con identiche varianti a livello di singole basi. Essendo stati clonati, non si sono sviluppati a partire da gameti (cellule sessuali come ovuli e spermatozoi) ma da cellule somatiche, appartenenti cioè a uno qualsiasi dei tessuti che formano il corpo.
Anche i gemelli omozigoti (quelli esteriormente uguali fra loro), possono essere definiti cloni, seppure con una certa approssimazione: si sono sviluppati dalla stessa cellula uovo fecondata e condividono un'unica placenta così come il medesimo patrimonio ereditario. Tuttavia non sono veri cloni, in quanto il loro sviluppo nell'utero materno è contemporaneo e non successivo e, a differenza dei cloni autentici, condividono non solo il nucleo della cellula originaria ma anche il suo citoplasma.
Pertanto, nel caso (poco auspicabile) che si arrivi alla clonazione di due esseri umani, a determinarne la personalità e il carattere concorreranno molti fattori: l'ambiente culturale, le esperienze individuali e le malattie con cui queste persone verranno a contatto.
In nessun caso, dunque, si potranno ricreare due copie identiche di uomo a livello psicologico o emotivo.
Con buona pace di chi vorrebbe clonare il cagnolino morto o, peggio, il figlio scomparso, sperando di ritrovare accanto a sé la medesima persona.