È possibile indurre la riproduzione di cellule nervose di un individuo dopo che questo ha subito una lesione cerebrale in maniera da rimediare al danno subito?
La scoperta basilare che ha condotto gli scienziati a ipotizzare la teoria della plasticità cerebrale, è rappresentata dall'osservazione che nel cervello adulto sono presenti cellule staminali totipotenti, in grado cioè di differenziarsi in qualsiasi tipo cellulare a seconda dell'ambiente tissutali in cui avviene il differenziamento. Laboratori di tutto il mondo hanno dimostrato che queste cellule staminali possono formare nuovi neuroni in aree limitate del cervello per poi migrare e rimpiazzare cellule nervose morte in altre aree del cervello. In un esperimento effettuato alla Harvard Medical School, è stata indotta l'apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) in alcuni gruppi di neuroni del cervello di topi e successivamente sono stati introdotti nel sistema nervoso centrale marcatori chimici in grado di rivelare la replicazione del DNA (stadio del ciclo cellulare che precede la divisione cellulare), il differenziamento e la migrazione neuronale. Ebbene, i ricercatori hanno osservato che precursori neuronali endogeni incorporavano in breve tempo i marcatori iniettati, dimostrando così autorigenerative del cervello in seguito a un danno locale.
Un'altra pietra miliare nella comprensione dei meccanismi di riparazione del cervello proviene dallo studio effettuato da
In un altro lavoro, condotto da Stephen M. Strittmatter, della Yale School of medicine e pubblicato lo scorso gennaio su "Nature", è stata identificata la proteina che inibisce la rigenerazione assonale in seguito a un danno cerebrale o del midollo spinale. Questa scoperta contiene implicazioni future molto importanti se si riuscirà a sintetizzare una molecola in grado di inibire questa proteina, denominata
Abbiamo preso velocemente in considerazione solo una piccolissima, ma significativa, porzione di un'innumerevole serie di studi condotti sui processi autorigenerativi del cervello, che aprono nuove speranze per la diagnosi e i trattamenti terapeutici di tutte quelle patologie o traumi che comportano la distruzione più o meno estesa di di aree cerebrali.