L'ora di massima efficienza

Perché tra le 22:00 e le 23:30 si riesce a lavorare meglio e a memorizzare di più?
Gabriella Romano
20 marzo 2001
I circuiti cerebrali che presiedono alla formazione delle memorie, e quelli coinvolti nel lavoro intellettuale cui presumibilmente vi riferite voi, sono complessi e soggetti a molteplici influenze, alcune delle quali vengono modulate anche dai ritmi circadiani(cioè variano nel corso della giornata). In particolare, la formazione di nuove memorie, cui sovrintende una struttura detta ippocampoi, ma cui partecipano tutte le aree della corteccia cerebrale che processano le informazioni contenute nelle memorie stesse, operano sotto l'influenza di vari neurotrasmettitorii generici, come l'acetilcolina. Queste sono sostanze che non agiscono tramite quelle sinapsi il cui rimodellamento costituisce la memoria stessa, ma vengono per così dire"spruzzate" su tutto il circuito per favorire il suo corretto funzionamento, un po' come l'olio in un motore a scoppio. Gli spruzzi di acetilcolina sono a loro volta influenzati dall'umore, dallo stato di allerta, e da tante altre cose.
Detto questo, il risultato finale, su quale sia il momento migliore per studiare e memorizzare, è molto variabile da persona a persona. Io, ad esempio, alle 22:00 tendo a cadere addormentato, per risvegliarmi spesso verso le 23:30 quando mia figlia di due anni immancabilmente chiede da bere...
Alessandro Treves Settore di Neuroscienze Cognitive (SISSA, Trieste) e NTNU, Centre for the Biology of Memory (University for Science and Technology, Trondheim, Norvegia)

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