Luranio impoverito è un debole emittente di radiazione essenzialmente di tipo alfa; radiazioni che non sono facilmente misurabili con i normali contatori Geiger. Tali radiazione vengono infatti assorbite da pochi centimetri di aria e dal rivestimento di plastica del contatore. (È anche per questo motivo che le ricerche sul terreno hanno dato sempre esiti confortanti.)
Quando la polvere di uranio viene inalata, il contatto tra isotopo ed epitelio bronchiale è abbastanza stretto da dare un effetto cancerogeno. I proiettili di uranio — come tutti i proiettile di qualsiasi materiale — uccidono le persone direttamente colpite, eventualmente bruciandole nellinterno dei carri armati. Questo effetto è considerato ortodosso e, ormai, sembra non turbare nessuno. Se invece un soldato riesce a saltare fuori in tempo, può essere sottoposto allinalazione di materiale radioattivo e morire qualche anno dopo di cancro, anziché subito come i suoi compagni.
A distanza di qualche metro dallevento bellico i pericoli sono modesti, sebbene non nulli. Inoltre, anche a distanza di anni, la polvere di uranio continua ad essere dannosa per inalazione: sollevata dal vento può venire a contatto con i polmoni di qualcuno.
È abbastanza difficile da capire come luranio contamini i soldati amici (emissioni di fumi allatto dello sparo da cannone terrestre? dispersione durante la manipolazione?). Dal momento che i soldati in servizio a terra hanno poche occasioni di venire a contatto con polveri contaminate, sicuramente mille volte di meno dei bambini residenti nellarea, se solo uno dei soldati italiani avesse contratto la leucemia di Bosnia (per il Kosovo il tempo di latenza minimo quattro anni è troppo breve) allora dovremmo attenderci una strage di bambini bosniaci. In effetti è stato segnalato, dalla direttrice dellEmatologia pediatrica di Banja Luka, un raddoppio dei casi di leucemie negli ultimi due anni. Sono necessari studi epidemiologici molti seri per confermare o meno una notizia che se vera è peggiore di quella dei pochissimi casi di leucemia di Chernobyl.