La storia della scienza è ricca di episodi di discriminazione verso le donne. Può
sembrare strano che simili vicende capitino in ambito scientifico: la scienza, si pensa infatti comunemente, è quella disciplina così eticamente sublime da dare a tutti diritto di parola,
non conta il censo, la razza, il genere, l’unica cosa che conta è la forza logica degli argomenti. Una considerazione sfortunatamente troppo naïve: il running quotidiano della scienza è infatti sotto la responsabilità diretta di coloro che la praticano e come tale, assoggettato sia ai pregiudizi che ai
rapporti di potere accademico, gli uni e gli altri difficili da scardinare.