Quando l’Associazione Dottorati
e Dottorandi Italiani iniziò a raccogliere le storie per “
Cervelli in fuga” la cosa fu relativamente semplice: i
fuggiaschi erano ancora caldi e ansiosi di sfogarsi, raccontandosi nella
catarsi della condivisione letteraria. Nel passo successivo, con “
Cervelli in gabbia” (storie di quelli
che ancora la tentano in patria) la cosa non fu altrettanto indolore. Gli
ingabbiati, in quanto tali, avevano la stessa voglia di rivelarsi, ma non
avevano gli stessi gradi di libertà.