Sarò banale, ma per me il più bel mese dell’anno è maggio, e ho lasciato questo morbido paesaggio di colline con vero dispiacere. I fiori, certo. I lillà, quel folto boschetto misto di lillà e noccioli su un fianco del castello, sotto la torre piccola. E naturalmente le rose, i tulipani, le ortensie, l’incredibile massa gialla della bauxia che copre il pergolato. Tutti fuori, tutti dolcemente festosi, armoniosi.
Ma è l’infinita tenerezza dei verdi a incantarmi soprattutto. Verdi che confrontano a perdita d’occhio le loro gradazioni, verdi ancora timidi, verdi bambini (li chiamo io), verdi già pienamente affermati, verdi aggressivi, verdi non disdegnosi di pallori quasi bianchi, di tremule associazioni col grigio, col rosso, col celeste. Sì, una volta, secoli fa, dipingevo, un po’ sul serio un po’ così, da dilettante. Ma forse è stata proprio la vertiginosa varietà dei verdi nel mese di maggio a farmi mettere via colori, pennelli, acquaragia, tutto. Umiliazione, orgoglio.
Con le prime 999 cifre di pi greco Maria Intagliata ha scritto una poesia. Ogni parola ha un numero di lettere corrispondente alla cifra di pi greco in quella posizione.
- Sediamo, sarai stanco – disse Baldo Gerino, e indicò una delle poltrone. Sentendosi stanco davvero, ma infastidito da quell’offerta che riportava alla sua scombinata fatica di prima, Zugalà sedette di fronte a lui, ma non rilassato.
I leader sovietici Stalin, Chruscev e Breznev stanno viaggiando in treno. All’improvviso il treno ha uno scossone e si blocca.