Gli universi-isole

Elvira Giannattasio

Ma né le onde né i campi elettromagnetici riuscirono a impedire al XX secolo di perdere l’universo… Già quello di Newton non assomigliava  a niente: uno spazio infinito, cosparso di stelle e di astri non identificati, con un sole in un punto indefinito intorno a cui ruotavano alcuni pianeti. Verso il 1750 l’inglese Thomas Wright, ex apprendista orologiaio ed ex marinaio trasformatosi in professore itinerante, cercò di ridargli forma e consistenza. Immaginò un mondo popolato da una miriade di sfere cave, immense, imperniate su altrettanti misteriosi troni di Dio. Le stelle, circondate da una folla di pianeti, compivano le loro evoluzioni all’interno delle spesse pareti di questi globi. I demoni e i malvagi dannati vivevano fuori, nel grande nero esterno. Il modello di Wright non ebbe alcun successo, ma un giornale tedesco ne trasse comunque un resoconto succinto che finì tra le mani di un giovane filosofo venticinquenne, Immanuel Kant, che capì fischi per fiaschi e inventò gli “universi-isole”. All’epoca gli astronomi erano incuriositi da corpi celesti batuffolosi di natura ignota chiamati nebulose. William Herschel, lo scopritore di Urano, li aveva inseguiti per anni e aveva difeso l’ipotesi secondo cui sarebbero stati dei nidi stellari. Era lì che, secondo lui, nascevano e si formavano le stelle. Kant li immaginò come grandi dischi piatti costituiti da una miriade di stelle e di sistemi solari, in rotazione intorno al proprio centro. Questi “universi-isole” si sarebbero a loro volta riuniti in giganteschi continenti astrali, ruotanti intorno a un ombelico cosmico. La Via Lattea non sarebbe altro che una porzione, visibile dalla Terra, del disco in cui si trova il Sole. Gli astronomi odierni chiamano gli “universi-isole” galassie.

L. Haddad, Il principio del cavatappi, Sonzogno Editore, Milano 2006
23 novembre 2007
Pi greco

Pi greco in versi

Con le prime 999 cifre di pi greco Maria Intagliata ha scritto una poesia. Ogni parola ha un numero di lettere corrispondente alla cifra di pi greco in quella posizione. Maria Intagliata

Lelettricit di Zugal

L’elettricità di Zugalà

- Sediamo, sarai stanco – disse Baldo Gerino, e indicò una delle poltrone. Sentendosi stanco davvero, ma infastidito da quell’offerta che riportava alla sua scombinata fatica di prima, Zugalà sedette di fronte a lui, ma non rilassato. R. Piumini, Il ciclista illuminato, Il melangolo, Genova 1994

Il moto relativo sovietico

Il moto relativo sovietico

I leader sovietici Stalin, Chruscev e Breznev stanno viaggiando in treno. All’improvviso il treno ha uno scossone e si blocca. M. Ovadia, Lavoratori di tutto il mondo, ridete, Einaudi, Torino 2007


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