Matematica sulle barricate

Martina Recchiuti

In pochi giorni Evariste si organizzò: il libraio Caillot che aveva la sua bottega in rue de la Sorbonne e conosceva pertanto molti studenti, decise di aiutarlo concedendogli l'uso del locale attiguo alla sala centrale della libreria e promettendo di procurargli dei clienti.
Ma Evariste aveva un progetto più ambizioso: organizzare un corso di carattere superiore nel quale rendere pubblici i risultati nuovi da lui trovati; si trattava prevalentemente di risultati inediti, ma Galois non temeva di essere derubato delle sue idee, o forse non gli importava dal momento che riteneva la scienza patrimonio di tutti. Fece quindi pubblicare un annuncio su "La Gazette des Ecoles" per avvisare le persone interessate:

"Evariste Galois, ex studente dell'Ecole Normale, terrà un corso d'algebra destinato a quegli studenti che desiderano intraprendere uno studio più approfondito dell'algebra, dato che nei collegi questo ramo della matematica non viene trattato in modo completo. (...)"

Chi fu presente alla prima lezione di Evariste? Sicuramente i fratelli Chevalier e molti degli amici repubblicani. Sembra che alla prima lezione l'auditorio fosse costituito da circa quaranta persone, ma l'annuncio aveva destato la curiosità di qualche matematico? Non è possibile saperlo ma, proprio in quei giorni, Poisson chiese a Galois un'ulteriore copia delle sue ricerche per farsi carico di presentarle ancora una volta, la terza, all'Accademia delle Scienze.
Incerto sul da farsi Evariste attese un paio di giorni, poi il 16 gennaio scrisse una nuova introduzione che allegò alla Memoria e andò a consegnare il tutto alla Segreteria dell'Accademia.La presentazione avvenne nella seduta del giorno successivo e Lacroix e lo stesso Poisson furono incaricati di esaminare la Memoria in dettaglio e di redigere un giudizio su di essa. A Evariste fu detto di attendere.

Il corso organizzato da Galois non ebbe molto successo, gli argomenti da lui trattati risultavano del tutto incomprensibili ai suoi amici che erano andati ad ascoltarlo solo per fargli cosa gradita, ma anche chi pretendeva di sapere qualcosa di matematica trovava le parole di Galois talmente nuove e il suo modo di procedere nell'analisi dei problemi talmente diverso da quelli ai quali era abituato, che francamente non ci si orientava. Il numero degli uditori andò quindi successivamente diminuendo fino a che Evariste non ebbe davanti più nessuno disposto ad ascoltarlo. Fu pertanto costretto a limitarli alle lezioni private a studenti disinteressati, su argomenti per lui completamente banali.

Laura Toti Rigatello, Matematica sulle barricate, Sansoni, Firenze 1993
18 aprile 2003
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