Scienza e letteratura si guardano, a volte da lontano, altre senza barriere tra loro. Non sempre l'una sa dell'altra, puó capitare che la prima s'intrufoli in pagine letterarie e faccia capolino, quasi senza rendersene conto, da un paragrafo, un capitolo, un brano di qualche libro.
Le Intrusioni sono questo: la scoperta di un po' di scienza tra le righe di un testo letterario, ma anche l'occasione per (ri)leggere qualche buon libro da un punto di vista forse insolito.
Ulisse arricchisce i brani scelti con le immagini create per l'occasione da Elvira Giannattasio e Martina Recchiuti.
Con le prime 999 cifre di pi greco Maria Intagliata ha scritto una poesia. Ogni parola ha un numero di lettere corrispondente alla cifra di pi greco in quella posizione.
- Sediamo, sarai stanco – disse Baldo Gerino, e indicò una delle poltrone. Sentendosi stanco davvero, ma infastidito da quell’offerta che riportava alla sua scombinata fatica di prima, Zugalà sedette di fronte a lui, ma non rilassato.
I leader sovietici Stalin, Chruscev e Breznev stanno viaggiando in treno. All’improvviso il treno ha uno scossone e si blocca.
Nella trasmissione culturale esistono tutti i gradi di conservazione o velocità del cambiamento, ma vi sono meccanismi come il linguaggio e la ritualizzazione che tendono a mantenere tutti i membri della società in forte contatto reciproco e a rendere relativamente omogenei i comportamenti individuali.
Nella corrida acquista i suoi accenti più impressionanti perché deve lottare, per un verso con la morte, che può distruggerlo, e, per l’altro verso, con la geometria, con la misura, base fondamentale della festa.
Sarò banale, ma per me il più bel mese dell’anno è maggio, e ho lasciato questo morbido paesaggio di colline con vero dispiacere. I fiori, certo. I lillà, quel folto boschetto misto di lillà e noccioli su un fianco del castello, sotto la torre piccola.
Ma né le onde né i campi elettromagnetici riuscirono a impedire al XX secolo di perdere l’universo… Già quello di Newton non assomigliava a niente: uno spazio infinito, cosparso di stelle e di astri non identificati, con un sole in un punto indefinito intorno a cui ruotavano alcuni pianeti.
Spinti da un misto di spavalderia e avidità, i capitani del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento si arrischiavano a calcolare la posizione alla cieca, determinando approssimativamente la distanza a oriente e a occidente rispetto al porto di partenza.
Baldo Gerino aiutava la spiegazione con calmi e descriventi gesti delle mani. Le sue dita tendevano fili, percorrevano linee, indicavano spostamenti di energie.
Era diventata una specie di torso, ma aveva conservato la testa. La gamba sinistra le era stata amputata sotto il ginocchio, quella destra all’altezza dell’anca e il braccio sinistro per intero.